Lutto
Sì alla benedizione dell’asilo ma fuori dall’orario scolastico
Prato, la decisione del Comune dopo il braccio di ferro fra genitori cattoloci e laici alla materna Fontanelle. L’assessore: «C’è una sentenza del Consiglio di Stato»
PRATO. Prima lo avrebbero aspettato alle 16,20, dieci minuti prima della fine dell’orario scolastico. Meglio alle 17,30, quando termina anche il servizio di post-scuola. Ma su quando e come far entrare il parroco a benedire prima di Pasqua fa fede una sentenza del Consiglio Stato, la numero 1.388 del 2017. A quella s’è appellato il Comune per dirimere una disputa fra i genitori che mandano i figli alla materna “Fontanelle”, raccontata dal Tirreno nei giorni scorsi. Benedizione sì, benedizione no, benedizione forse. Alla fine il tradizionale rituale pasquale si rinnoverà, ma fuori dall’orario scolastico e lasciando alle famiglie la libertà di aderire o meno. Così, in sostanza, ha risposto venerdì scorso l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti nel tentativo di mediare fra le posizioni diverse dei genitori e rispettare tutte le sensibilità.
Porte aperte al sacerdote della parrocchia Santa Rita a Fontanelle ma a patto che al suo ingresso le attività didattiche siano terminate. E dunque alle 17,30, come chiedevano alcune mamme che giovedì 21 marzo scrivevano così all’assessora Ciambellotti: «Non capiamo le ragioni di inserire una funzione religiosa all'interno dell'orario scolastico», obiettavano cinque genitori dopo che il Comune, in una precedente lettera, aveva dato il nulla osta per dare la benedizione all’interno della scuola. Un compromesso indicato inizialmente poteva essere quello di organizzare il momento d’incontro religioso alle 16,20, dieci minuti prima dell’uscita dei bimbi. Accontentava una parte dei genitori, ne scontentava la restante parte. Il braccio di ferro fra cattolici e laici va avanti da almeno un mese. Fino a che punto la religione può entrare nella vita pubblica? «Il compito della scuola non dovrebbe essere quello di dare ai bambini un orientamento religioso – era la posizione delle mamme laiche - cosa che evidentemente è compito delle famiglie, in quanto riguardante una sfera personale e intima».
La faccenda è così delicata che due anni fa, in un istituto comprensivo di Bologna, sulle benedizioni pasquali scoppiò una guerra a colpi di carte bollate di fronte ai giudici del Tar e del Consiglio di Stato. Lunga e articolata la risposta dell’assessora Ciambellotti al fronte del “no” alle benedizioni in orario scolastico: «Questione molto delicata che tocca sensibilità personali che sempre devono essere tenute con la massima attenzione – replica – Generalmente si teneva a coinvolgere solo gli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, durante l’orario di tale insegnamento».
Poi Ciambellotti ricorda la sentenza del 2017. Visto che non tutti i genitori s’erano trovati d’accordo sulla possibilità di far benedire la materna alle 16.30 quando il post-scuola per alcuni bimbi finisce alle 17.30, la disposizione finale del Comune è che l’incontro con il parroco avvenga alle 17.30. Pasqua è alle porte. —
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