Il Tirreno

Prato

Stroncato da un malore improvviso Andrea Boretti, ex titolare del ristorante "Agorà"

Francesco Albonetti e Maria Lardara
Andrea Boretti in una foto recente
◗
Andrea Boretti in una foto recente

Prato, figlio di una nota famiglia di imprenditori del tessile, aveva 46 anni e si trovava in Thailandia per festeggiare le nozze d'oro dei genitori

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Mi sento male». Nemmeno il tempo di finire la frase davanti al fratello Marco con cui stava camminando in spiaggia di prima mattina, sotto il sole della Thailandia. Andrea Boretti, ex titolare del ristorante “Agorà” di piazza Duomo, s’è accasciato a terra sotto gli occhi dei passanti. Inutili i soccorsi per rianimare il 46enne pratese, padre di un ragazzo di 16 anni. Il malore improvviso l’ha stroncato mentre si trovava in vacanza laggiù con i genitori e con il fratello.

Doveva essere la prima di tre settimane di vacanze. Doveva essere il viaggio oltreoceano tanto desiderato per festeggiare le nozze d’oro dei genitori, ex titolari del lanificio “Il Melograno” al cinquantesimo di matrimonio, un’azienda prospera della migliore epoca dell’industria tessile pratese. E invece s’è trasformata in tragedia, consumatasi lontano da casa. Andrea era un volto molto conosciuto in città, non solo per l’attività del ristorante che chiuse nel 2015. Attualmente svolgeva un’attività di immobiliarista.

La sua famiglia vive alla Pietà, i genitori Diego e Piera mandavano avanti un’attività tessile fino agli anni Novanta, proseguendo poi con la commercializzazione delle materie prime. Andrea amava la vita e la buona cucina. Il mare era nelle sue corde tanto che trascorreva diversi mesi all’anno in Sardegna dove la sua famiglia aveva compiuto degli investimenti immobiliari. Era un ristoratore attento ai gusti dei clienti, gli piaceva coccolarli con la rielaborazione ai fornelli di ricette classiche.

Nel menù di “Agorà” , ad esempio, non mancava mai il “latte alla pratese” , un dolce particolare a base di cantucci e vin Santo. E poi la passione per i vini nostrani e la carne francese più tenera che selezionava attentamente per le sue pietanze. A dipingere un toccante ricordo dell’amico Andrea è l’imprenditore Sandro Ciardi, titolare del lanificio “Dinamo Contemporary Fabrics”: «Era una persona eccezionale, dal carattere solare. Una persona squisita, di grande compagnia. A cena riusciva sempre a mettere insieme tante persone. Lascia un grande vuoto: il mio abbraccio va a tutta la sua famiglia».

Andrea Boretti era anche un grande appassionato di viaggi, passione che univa a quella ancora più grande delle moto, in particolare le Ducati. Non molti giorni fa su Facebook aveva scritto un pensiero che racchiude la filosofia bonaria e il carattere socievole di Boretti: «Non capirò mai come in questa città, la prima priorità delle persone sia quella di mettere sempre in cattiva luce il prossimo. Certo è che gelosia, invidia e cattiveria fanno sempre da padrona in questa provincia». «Le persone vere e sincere purtroppo hanno sempre dato noia – prosegue il pensiero di Boretti – e fatto paura nei loro pregi e difetti perché l’essere se stessi e pensare alla propria vita è diventata davvero una grande rarità».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web