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Prato

L'amante del ragazzino, il dna conferma: "Il primo figlio è del marito"

Prato, il procuratore capo Nicolosi (a sinistra) e il sostituto Gestri
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Prato, il procuratore capo Nicolosi (a sinistra) e il sostituto Gestri

L'uomo è indagato dalla procura di Prato per l'ipotesi di reato di alterazione di stato, con riferimento alla falsa dichiarazione di paternità per il bimbo, nato l'anno scorso, che la moglie ha avuto dal 15enne con cui aveva una relazione

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Conferma dal Dna che il marito della trentunenne arrestata per atti sessuali con minore e violenza sessuale  il padre del primogenito, 11 anni, della coppia di coniugi. È quanto si è appreso in serata.    L'uomo è indagato dalla procura di Prato per l'ipotesi di reato di alterazione di stato, con riferimento alla falsa dichiarazione di paternità per il bimbo, nato l'anno scorso, che la moglie ha avuto dal 15enne con cui aveva una relazione.

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Il padre è stato descritto come una figura nobile, una specie di San Giuseppe che accetta l’intervento dello Spirito Santo incarnato in un tredicenne e si prende in carico un figlio non suo, per il bene del bambino, ma ora sul conto del marito della donna indagata per atti sessuali e violenza sessuale sull’adolescente conviene farsi qualche domanda. Da mercoledì 27 è indagato per alterazione di stato (cioè per aver riconosciuto il figlio sapendo che era di un altro), un reato che il Codice punisce molto severamente, dai 5 ai 15 anni di reclusione, ma al tempo stesso lo possiamo collocare tra le parti lese di questa vicenda.

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Gli avvocati difensori, che ora faranno appello al Tribunale del riesame contro l’arresto della moglie, continuano a giurare che è ancora saldamente al fianco della donna, come era apparso subito, la sera dell’11 marzo, quando la accompagnò in Procura per il primo interrogatorio. Eppure leggendo quanto scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia è lecito porsi qualche dubbio sull’equilibrio non solo della donna, ma anche del marito. Il fatto che il figlio non fosse suo era diventato un segreto di Pulcinella ormai da mesi. La moglie andava in giro a dirlo alle amiche, diceva che lo aveva concepito con un frequentatore (maggiorenne) della palestra. Sembra inverosimile che queste voci non siano arrivate all’orecchio del marito, se non è stata la stessa moglie a dirglielo ancor prima di partorire.

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La relazione col ragazzo, ormai è emerso con chiarezza, è andata avanti per molti mesi dopo la nascita del bambino e dopo che il marito aveva fatto il sacrificio di attribuirselo. Vivendo al fianco della donna che aveva sposato e che gli aveva già dato un altro figlio, il marito deve aver capito in che razza di storia si era cacciato. Ma non è riuscito a dare una decisa sterzata alla vicenda, come la situazione avrebbe richiesto. Alla luce di queste evidenze emerge la figura di un uomo che forse era lui stesso succube dell’ossessione sessuale della moglie e non ha saputo o voluto darci un taglio.

E però quest’uomo finito in una storia più grande di quanto chiunque possa sopportare ha certamente un alibi, che è costituito dal primo figlio, quello di cui è certamente padre biologico. È per il suo bene, forse, che tiene duro e aspetta che passi la bufera. Al bambino, si intuisce dagli atti dell’inchiesta, la verità sono stati costretti a dirla quasi subito e non deve essere facile per lui e per i genitori superare il trauma. Dunque più che al fianco della moglie sarebbe più giusto dire che il marito sta al fianco del primo figlio. È per lui che sopporta le facili ironie del quartiere e probabilmente è per lui che ha accettato di firmare un atto che potrebbe costargli una condanna.

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