Il Tirreno

Prato

Arrestata la donna che ha avuto un figlio dal ragazzino, indagato il marito. Contatti con altri minori - Video

di Paolo Nencioni
Il procuratore Giuseppe Nicolosi durante la conferenza stampa a Palazzo di giustizia
◗
Il procuratore Giuseppe Nicolosi durante la conferenza stampa a Palazzo di giustizia

Prato, svolta nelle indagini: un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata notificata alla trentunenne accusata di atti sessuali con minore e violenza sessuale. Nel computer della donna trovati accessi a siti pedopornografici

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO.  Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata notificata alla donna di 31 anni, una operatrice socio-sanitaria accusata di atti sessuali con minore, al centro dell'inchiesta della procura di Prato che dall'8 marzo indaga sul rapporto tra lei e un ragazzo oggi quindicenne, figlio di amici di famiglia, al quale dava ripetizioni private.

Il ragazzino - come dimostrato dall'esame del Dna - è anche padre dell'ultimo figlio della donna, nato alla fine della scorsa estate. Secondo quanto riferito da uno dei legali della trentunenne, è stato notificato stamani, mercoledì 27 marzo, anche un avviso di garanzia al marito. 

Quale sia stata la svolta nelle indagini che ha portato la procura di Prato a chiedere gli arresti per la donna, non è ancora chiaro: l'ordinanza, di circa 40 pagine, è stata confermata anche da fonti vicine all'inchiesta. Il marito, invece, sarebbe indagato per "alterazione di stato", un reato che si applica a chi altera lo stato civile di un neonato.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.30136535:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/donna-arrestata-a-prato-il-procuratore-rischio-inquinamento-prove-e-frequentazione-di-siti-pedopornografici/118568/120167]]

Contemporaneamente alla consegna dell'ordinanza di custodia gli agenti della squadra mobile hanno anche eseguito una perquisizione nei confronti dei coniugi e sequestrando altro materiale nella loro abitazione a Prato. 

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di giustizia il procuratore Giuseppe Nicolosi ha spiegato che sono tre le ipotesi di reato contestate alla donna: atti sessuali col ragazzo quando questo non aveva ancora compiuto 14 anni nella casa di lui, durante le ripetizioni che la trentunenne gli impartiva; atti sessuali compiuti nella casa di lei; violenza sessuale per induzione dopo il compimento dei 14 anni. A queste conclusioni la Procura e la squadra mobile della polizia sono arrivate grazie all'analisi di una enorme mole di messaggi che la donna e il ragazzo si sono scambiati su Whatsapp.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.30136127:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.30136127:1652468322/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

In particolare, ha spiegato Nicolosi, la donna avrebbe più volte minacciato il suicidio quando il ragazzo le ha detto che voleva interrompere la relazione. In altre occasioni, dopo la nascita del bambino, avrebbe minacciato di portarlo nella palestra che frequentava insieme al quattordicenne. I messaggi, ha chiarito il procuratore, sono di contenuto esplicito e venivano inviati anche quando il ragazzo si trovava a scuola.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.30136420:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/cronaca/prato-arrestata-la-donna-che-ha-avuto-un-figlio-dall-allievo-adolescente-il-legale-presenteremo-richiesta-di-riesame/118561/120160]]

Perché si è giunti all'applicazione degli arresti domiciliari? Il procuratore ha spiegato che la decisione è stata presa per due motivi: il pericolo di reiterazione del reato e di il rischio di inquinamento delle prove. Prima e dopo l'interrogatorio nel quale la donna ha ammesso la relazione col ragazzo la trentunenne avrebbe avuto o tentato abboccamenti col minore per convincerlo a dare una versione concordata.

Quanto al rischio della reiterazione, la squadra mobile ha trovato nel computer sequestrato alla donna alcuni accessi a siti pedopornografici e ci sarebbero elementi che fanno sospettare contatti con altri minori. Di questo ha parlato il procuratore Nicolosi e ci sarebbero anche testimonianze dirette, anche se è stato chiarito che non si procede per altri episodi di atti sessuali con minore o violenza sessuale. Il rischio potenziale di altri episodi è legato anche alla frequentazione della palestra dove la donna e il ragazzo si sono conosciuti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.30093473:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/03/13/news/mio-marito-lo-sa-di-quello-che-vuoi-l-sms-della-donna-all-amante-ragazzino-1.30093473]]

Il marito della trentunenne ha ricevuto un avviso di garanzia perché la Procura vuole ora accertare se al momento del riconoscimento del bambino nato dalla relazione della moglie col minore il marito fosse a conoscenza che il figlio non era suo. Se così fosse, come sospetta la Procura, dovrebbe rispondere di alterazione di stato quando ha firmato il riconoscimento all'anagrafe.

La perquisizione odierna è stata fatta nell'abitazione dei coniugi, dove gli indagati non vivono più da un paio di settimane, e nel corso del sopralluogo è stato sequestrato altro materiale informatico, sia nei confronti della donna che del marito. Il procuratore Nicolosi ha congedato i giornalisti con un'esortazione: "Capirete che è una vicenda molto delicata, vi prego di maneggiare con cura questo materiale".

Stando all'ordinanza di custodia, è stata l'allenatrice del ragazzo la prima a ricevere le sue confidenze sul rapporto con la donna che lo avrebbe reso anche padre. E' successo lo scorso 28 febbraio nel corso di un drammatico colloquio in palestra al quale erano presenti il ragazzo, la sua allenatrice, la direttrice della palestra, e la madre del giovane.

Messo alle strette, il ragazzo ha raccontato di aver saputo fin dal dicembre 2017 che il figlio che sarebbe nato alla fine di agosto 2018 era suo. Durante una ripetizione d'inglese nella sua abitazione avrebbe accusato un forte mal di testa tanto da doversi stendere sul suo letto. La donna, secondo il racconto, "gli si sarebbe posta sopra denudandosi". Altri rapporti - chiarisce l'ordinanza - sarebbero poi seguiti sia a casa dell'adolescente sia in quella della donna.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.30139252:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/03/28/news/sesso-e-un-figlio-con-l-alunno-la-psicologa-ecco-perche-una-donna-puo-diventare-pedofila-1.30139252]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa