Il Tirreno

Prato

dopo il video del tirreno 

Gabrielli: «Deve essere fatta chiarezza»

Sabrina Chiellini Francesco Albonetti
Il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia
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Il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia

Il capo della polizia, ieri a Pisa, è intervenuto sull’episodio dell’agente che ha preso a schiaffi un uomo in barella

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Prato. «Non ho ancora visto quel video, tuttavia mi sento di censurare fin da ora ogni comportamento abnorme da parte di agenti in divisa e chi sbaglia deve sempre pagare. Ma come sempre faccio in queste circostanze, invito tutti alla massima cautela. Prima di trarre le conclusioni credo che sia necessario capire bene come si sono svolti i fatti». . È quanto ha detto il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli rispondendo ai giornalisti sul video pubblicato ieri dal Tirreno, in cui si vede un poliziotto schiaffeggiare a Prato uno straniero mentre è sulla barella di un’ambulanza e si trova in stato di alterazione. Episodio avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì tra via Roncioni e via Monnet, durante un intervento per calmare un marocchino di 30 anni, poi denunciato per resistenza. Il capo della polizia, venerdì 22 era a Pisa, per tenere una lectio magistralis alla Scuola Superiore Sant’Anna sui temi dell’etica pubblica e istituzionale.

«Talvolta estrapolare qualche frame di un video può dare adito a una ricostruzione inesatta dell’accaduto», ha aggiunto Gabrielli che durante l’incontro ha ribadito l’importanza di una polizia che sia al servizio e sappia intercettare i bisogni di una comunità.

«In attesa che si facciano tutti i doverosi accertamenti del caso e piena chiarezza, invito a non fare processi sommari e, se poi risulterà che qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi. Anche perché dico sempre ai miei uomini che, per rivendicare che siamo gli unici legittimati a poter ricorrere all’uso della forza, dobbiamo farlo rispettando sempre le regole e quindi in maniera corretta».

Il prefetto ha risposto anche ad alcune domande sulla manifestazione do Forza Nuova prevista per oggi a Prato: «Questura e prefettura lavorano con grande collaborazione. Ricordo che il nostro compito è quello di garantire l’ordine pubblico e al tempo stesso di permettere a tutti di manifestare liberamente. Se poi ci saranno situazioni in cui si configura il reato di apologia del fascismo, allora spetta ad altri organi (riferendosi alla magistratura, ndr) intervenire per sanzionare quel reato».

A Prato in ambienti di polizia il video del Tirreno è stato visto ma i commenti sono pochi. I poliziotti tendono a fare quadrato attorno al loro collega, affermando che da quei pochi fotogrammi non si nota un atto di vera e propria violenza. Giuseppe Crupi, segretario provinciale del sindacato di polizia Siap, invita alla prudenza nei giudizi, rimandando un commento più argomentato a quando sarà ben informato sull’argomento. «Devo ancora vedere per bene il video e sapere cosa è successo – dice il sindacalista – Conosco bene il collega che avrebbe esagerato in quel servizio. Oltre ad essere serio e professionale è abituato a quegli interventi ed è anche persona mite e buona».

 

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