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Prato

Prato, poliziotto prende a schiaffi un uomo in barella. Gabrielli: "Comportamenti abnormi sempre da censurare"

Un fotogramma del video del Tirreno in cui si nota un poliziotto mentre schiaffeggia il marocchino
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Un fotogramma del video del Tirreno in cui si nota un poliziotto mentre schiaffeggia il marocchino

Soccorso e denunciato per resistenza. Video del Tirreno documenta il suo stato di agitazione e i colpi ricevuti sul volto. Il capo della polizia: "Chi sbaglia paga, ma dopo aver capito come sono andate le cose”

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PRATO. Calmato dal poliziotto a suon di schiaffi, prima di essere caricato sull’ambulanza. Un episodio controverso è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì a Prato, fra via Roncioni e via Monnet. La cronaca è quella di fatti analoghi che si verificano spesso in città. Un uomo di origine marocchina, 30 anni residente nella provincia di Pistoia, regolare in Italia e con precedenti di polizia, è stato notato perché camminava in via Roncioni barcollando, quasi in mezzo alla strada, tanto da rischiare di essere investito.

IL FATTO

Erano da poco passate le 18 quando una volante della polizia lo ha intercettato all’altezza dell’incrocio con via Monnet. Gli agenti hanno allontanato lo straniero dalla strada, portandolo in sicurezza sul marciapiede. Nel frattempo è arrivata l’ambulanza della Croce d’Oro allertata dal 118. L’uomo, secondo la polizia, «appariva sotto l’effetto di sostanze psicotrope». Sempre secondo quando riferito dalla polizia, «l’uomo ha assunto una condotta aggressiva verso tutti i presenti, tanto da costringere gli agenti a porlo momentaneamente in sicurezza, per permettere ai sanitari di assisterlo e di trasportarlo all’ospedale per fargli praticare le cure del caso». Proprio il caso ha voluto che la scena, dal momento in cui arriva l’ambulanza fino alla sua ripartenza per l’ospedale con l’uomo in barella, sia stata vista e filmata. Nel video, pubblicato sul sito del Tirreno, si nota il marocchino visibilmente alterato, ma anche un poliziotto che si lascia andare a modi bruschi per riportarlo alla calma: se non proprio pugni, di sicuro qualche schiaffo e una vera e propria sberla. Il tutto avviene di fronte al personale della Croce d’Oro. Da noi interpellata, l’associazione di volontariato ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Alla fine l’uomo è stato ricoverato all’ospedale Santo Stefano in codice giallo, secondo il portale del 118. Codici compatibili con lo stato di alterazione dell’uomo. Il trentenne è stato anche denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale.

IL VIDEO

La scena del video del Tirreno si svolge in via Monnet accanto al muro di un capannone. L’uomo è per terra con la barella accanto, in stato confusionale e quasi svenuto. I volontari della Croce d’Oro sistemano la barella. L’uomo viene preso e gettato sulla barella da due poliziotti senza tanti complimenti. È legato alla vita e alle braccia. L’uomo sulla barella viene portato davanti ai portelloni dell’ambulanza. Si riprende, alza la voce: «Voglio il mio avvocato!», grida più volte. Un poliziotto lo regge da dietro e un altro comincia a dargli degli schiaffetti col dorso di una mano, tre, quattro. Poi minaccia di tirargli un ceffone vero e proprio, ma non lo fa. La sberla però arriva dopo una decina di secondi quando l’uomo grida e prova ad alzarsi dalla barella. Poi viene issato sull’ambulanza e parte alla volta dell’ospedale. Episodio controverso nel tardo pomeriggio di giovedì 21, consumatosi fra via Roncioni e via Monnet. La cronaca è quella di fatti analoghi che si verificano a Prato con cadenza quasi quotidiana. Un uomo di origine marocchina, 30 anni residente nella provincia di Pistoia, regolare in Italia e con i precedenti di polizia, è stato notato perché camminava in via Roncioni barcollando, quasi in mezzo alla strada da rischiare di essere investito.

GABRIELLI: "COMPORTAMENTI ABNORMI SEMPRE DA CENSURARE"

“Non ho visto il video di Prato ma censuro in genere tutti i comportamenti abnormi. Credo che di fronte a queste segnalazioni sia sempre necessaria una modalità di approccio laica, guardando le immagini nel loro insieme e non estrapolando un semplice frame da quello che è un contesto più ampio.” Così il capo della polizia, Franco Gabrielli, durante una lectio magistralis agli studenti della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Il prefetto Gabrielli ha poi concluso che comunque sotto la sua amministrazione “chi sbaglia paga, ma dopo aver capito come sono andate le cose”.

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