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il commento
Corteo di Forza Nuova, adesso serve una scelta chiara nel nome della Costituzione
Luca Daddi
Questa vicenda è durata troppo: rinviare la decisione ha fatto salire la tensione a Prato, città che è medaglia d’argento della Resistenza
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PRATO. È durata troppo la storia della manifestazione neofascista, nata come autentica provocazione da parte di Forza Nuova, movimento di estrema destra, nei confronti di una città medaglia d’argento della Resistenza. Eppure sarebbe bastato decidere in tempi rapidi e dire che la manifestazione non è consentita: se non è apologia celebrare il centenario della nascita dei fasci di combattimento (23 marzo 1919), allora bisogna che qualcuno ci spieghi cosa deve accadere perché si configuri l’apologia di fascismo. Invece di chiudere la questione con un no secco e tempestivo, che il questore avrebbe potuto pronunciare dati anche i problemi di ordine pubblico che una manifestazione del genere può creare, si è andati avanti per giorni e giorni. E soltanto oggi il nodo verrà sciolto. In un senso o nell’altro.
Sia chiaro: un via libera alla manifestazione sarebbe non soltanto una ferita alla città di Prato, ma anche alla Carta costituzionale.
È vero che il clima politico nel Paese non è più quello di un tempo e valori come l’antifascismo – complice il governo a trazione leghista – si sono appannati nel sentire comune. Ma ciò che non si appanna sono le norme della Costituzione su cui i funzionari dello Stato hanno giurato. E l’antifascismo dà forma a quelle norme. I ministri dell’Interno passano, la Costituzione (per fortuna) resta.
Per questo ci auguriamo che oggi chi deve dire l’ultima parola sulla manifestazione di Forza Nuova decida nel rispetto della Carta.
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