Il Tirreno

Prato

Renzi ai pratesi: "Vi siete spaccati la schiena senza aspettare il sussidio"

Paolo Nencioni
Renzi ai pratesi: "Vi siete spaccati la schiena senza aspettare il sussidio"

L'ex premier alla Camera di commercio per presentare il suo libro fra attacchi al governo e rassicurazioni per Zingaretti 

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PRATO. Auditorium della Camera di commercio gremito, con l’eccezione all’inizio del sindaco Biffoni, impegnato in un’iniziativa a Tobbiana in occasione della Festa della donna, per Matteo Renzi venuto a Prato a presentare il suo libro “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani”. Il senatore ex premier ha iniziato citando il Benigni di “Berlinguer ti voglio bene” (“pole la donna…”) per poi parlare di Francesco di Marco Datini (“E’ grazie a lui se abbiamo l’Istituto degli Innocenti a Firenze”) e buttarsi subito sul bersaglio vero: Matteo Salvini. “Ci propone lo spray al peperoncino, lui che dovrebbe garantirci la sicurezza. E’ l’unico politico condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. Cambia idea su tutto, tra dieci anni lo troveremo volontario sulla nave di una Ong…”

Renzi ha rivendicato i risultati del suo governo, a paragone di quelli ottenuti dal governo giallo-verde. “Siamo in recessione: o Di Maio è sfortunato o porta sfiga…”. E sul referendum che gli è costato il posto: “Lo rifarei domattina”. Su Prato: “Vi siete spaccati la schiena per una vita e non avete aspettato di avere il sussidio”. Ancora durissimo su Di Maio che sostiene di aver abolito la povertà: “Dovevano chiuderlo sul terrazzo, chiamare l’ambulanza e fargli un trattamento sanitario obbligatorio”.

Ne ha anche per il premier Giuseppe Conte che nel caso del Venezuela non si è schierato con Guaidò e contro Maduro: “Vergogna”. “Abbiamo bisogno di meno spray al peperoncino e di più biblioteche” ha aggiunto sempre a proposito delle politiche dell’attuale governo. Sulle primarie del Pd: “Mi sono presentato due volte, se ci riprovavo sarebbe stato stalking. Ho preso il 70% e mi hanno fatto la guerra i miei compagni di strada. A Zingaretti questo non deve succedere”.

Il tema ricorrente nel discorso dell’ex segretario del Pd è la messa in guardia contro la cultura della paura, quella su cui ha puntato tutto l’altro Matteo, il ministro dell’Interno. E la messa in guardia contro la diffidenza verso lo straniero: “Al museo di Ellis Island ci sono 247 Salvini. A noi ci ha fregato il 248°, quello che è rimasto qui”. Sull’immigrazione: “Ho detto che chi è in mare deve essere salvato. Posso aver perso voti per questo ma non ho perso la faccia e i miei figli lo devono sapere”.

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