Il Tirreno

Prato

Il padre l'ha abbandonata e lei prenderà il cognome della madre

di Paolo Nencioni
La Prefettura di Prato
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La Prefettura di Prato

Il Tar ha dato ragione a una donna che chiedeva di cancellare il riferimento al genitore. La Prefettura di Prato aveva respinto la domanda ed è stata condannata a pagare 3.000 euro

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PRATO. Il fatto di essere stata abbandonata dal padre in tenera età è una ragione sufficiente per chiedere di cambiare il proprio cognome. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale accogliendo il ricorso di una donna a cui la Prefettura di Prato aveva negato il cambio del cognome. All’inizio del 2018 la donna ha fatto istanza alla Prefettura chiedendo di adottare il solo cognome della madre e spiegando che lo chiedeva perché il padre, dopo la separazione dalla madre avvenuta quando lei era bambina, «si era allontanato fisicamente e affettivamente omettendo anche di provvedere al suo mantenimento». L’istanza è stata respinta il 24 maggio 2018 in quanto, secondo la Prefettura, «non era supportata da motivazioni significative e situazioni oggettivamente rilevanti».

Per motivare il diniego la Prefettura si è appellata all’articolo 89 del Dpr 396/2000 che stabilisce che si può cambiare il proprio nome se questo è «ridicolo o vergognoso» oppure «rivela l’origine naturale». La Prefettura si è però dimenticata una parola fondamentale: «anche». In altre parole, i riferimenti al nome ridicolo o che riveli la propria origine, ha spiegato il Tar nella sua sentenza, sono solo esempi. La Prefettura, dicono i giudici amministrativi, avrebbe dovuto indicare quali siano «le ragioni di pubblico interesse che giustifichino il sacrificio dell’interesse privato». Ancora in altre parole, non si vede quale sia il danno per il pubblico se un tizio si chiama Rossi oppure Verdi. Per questo il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla donna, che d’ora in poi potrà chiamarsi col cognome della madre e non più con quello del padre. La Prefettura è stata condannata anche a pagare le spese processuali quantificate in 3.000 euro.

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