Il Tirreno

Prato

Infermiera palpeggiata, condannato il figlio del paziente

di Paolo Nencioni
Il presidente Francesco Gratteri col procuratore Giuseppe Nicolosi
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Il presidente Francesco Gratteri col procuratore Giuseppe Nicolosi

La donna aveva raccontato di essere stata molestata in un paio di occasioni durante l'assistenza al padre dell'imputato, malato di Alzheimer

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PRATO. Era accusato di aver allungato le mani sull'infermiera che un paio di volte al giorno faceva assistenza domiciliare a un anziano malato di Alzheimer. Per questo Enrico Carraresi, il figlio dell'anziano paziente, è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione con l'accusa di violenza sessuale. Il processo si è concluso oggi, 4 marzo, davanti al Tribunale presieduto da Francesco Gratteri, che ha concesso all'imputato, difeso da Massimo e Carlotta Taiti, l'attenuante della lieve entità del fatto. La Procura infatti aveva chiesto una condanna più pesante, tre anni e quattro mesi.

Carraresi era accusato di aver molestato l'infermiera in un paio di occasioni, il 10 e il 25 giugno 2015 nella casa del padre costretto a letto. L'infermiera raccontò di essere stata palpeggiata in due occasioni: la prima al seno con la scusa di voler toccare la scritta che portava sulla maglietta; la seconda da dietro col tentativo di toccarla nelle parti intime. In entrambi gli episodi il figlio del paziente e l'infermiera si trovavano da soli in casa.

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