Infermiera palpeggiata, condannato il figlio del paziente
La donna aveva raccontato di essere stata molestata in un paio di occasioni durante l'assistenza al padre dell'imputato, malato di Alzheimer
PRATO. Era accusato di aver allungato le mani sull'infermiera che un paio di volte al giorno faceva assistenza domiciliare a un anziano malato di Alzheimer. Per questo Enrico Carraresi, il figlio dell'anziano paziente, è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione con l'accusa di violenza sessuale. Il processo si è concluso oggi, 4 marzo, davanti al Tribunale presieduto da Francesco Gratteri, che ha concesso all'imputato, difeso da Massimo e Carlotta Taiti, l'attenuante della lieve entità del fatto. La Procura infatti aveva chiesto una condanna più pesante, tre anni e quattro mesi.
Carraresi era accusato di aver molestato l'infermiera in un paio di occasioni, il 10 e il 25 giugno 2015 nella casa del padre costretto a letto. L'infermiera raccontò di essere stata palpeggiata in due occasioni: la prima al seno con la scusa di voler toccare la scritta che portava sulla maglietta; la seconda da dietro col tentativo di toccarla nelle parti intime. In entrambi gli episodi il figlio del paziente e l'infermiera si trovavano da soli in casa.
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