Il Tirreno

Prato

Il grande cuore dei bambini riveste chi non ce la fa

di Maria Lardara
Il grande cuore dei bambini riveste chi non ce la fa

Gli alunni della scuola materna Dalla Chiesa di Mezzana hanno appeso ai cancelli gli indumenti destinati ai poveri: è il "muro della solidarietà"

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PRATO. Cuore a cuore. Come in un graffito di Keith Haring. Un vestitino, una gruccia per appenderlo, un “cartellino” speciale: un cuore colorato, disegnato su ogni abito, col nome del bambino. Tanti bambini, quelli della scuola materna “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Mezzana. Nove sezioni, con 180 alunni e alunne. Una lunga scia di cuoricini pulsanti, come in un graffito di Haring appunto, ha colorato il “muro della solidarietà” che ieri mattina hanno creato i piccoli dell’istituto comprensivo Iva Pacetti. Alle 9.15, dopo lo squillo della campanella, sono usciti in tante file ordinate dai cancelli della scuola. Prima i bimbi di cinque, poi quelli di quattro e infine quelli di tre. Ogni piccolo benefattore aveva un dono da appendere, con un messaggio di dedica. Chi ha lasciato un giubbotto, chi un paio di pantaloni, chi la felpa del cuore di Batman. Un bambino ha persino appeso un costume di Spiderman per Carnevale, una bambina ha lasciato un costume da ballerina.

“Il muro della solidarietà” è l’idea venuta alle maestra della materna “Dalla Chiesa” e subito sposata dai genitori per festeggiare “M’illumino di meno”, la campagna nazionale per sensibilizzare al risparmio energetico lanciata dalla trasmissione Caterpillar. Una giornata diversa dal solito per dare una seconda vita al guardaroba che i bambini non indossano più e che magari può servire a quelle famiglie che non possono permettersi di comprare un abito nuovo a ogni cambio di stagione. Il cuore dei piccoli di Mezzana s’è scaldato subito quando le maestre hanno chiesto loro cosa significasse la parola solidarietà. Addirittura un bambino ha lasciato alla ringhiera lo zaino di scuola con i propri stivaletti.

«L’iniziativa ha riscosso successo – fa sapere la maestra Martina Nieri, fra le promotrici dell’iniziativa – Gli abiti esposti sono più di quelli che ci aspettavamo, per questo abbiamo chiesto ai volontari del Centro di aiuto per la vita di passare domattina (stamattina, ndr) per ritirare gli indumenti avanzati». Probabile che al calar del buio, a scuola chiusa, qualcuno si sia affacciato al “muro della solidarietà”. I bimbi l’hanno presa come un gioco, dando ai più grandi una lezione di umanità e amore per il prossimo. A scuola hanno disegnato dei cuoricini su un grande cartellone ispirato alla pop art di Haring. «Per loro il cuore rappresenta il mondo – aggiunge la maestra Katia Starnone – in un gioco di condivisione che riguarda non solo gli abiti ma anche i giocattoli e le merende».

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