Il Tirreno

Prato

Quattro concerti dedicati al jazz. Sul palco tutti musicisti toscani - Foto

di Azelio Biagioni
Marco Benedetti
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Marco Benedetti

Prato, ogni martedì dal 5 al 26 marzo la rassegna si terrà nel Ridotto del teatro Politeama. Il primo appuntamento è per martedì 5 marzo con il “Marco Benedetti quartet”

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PRATO. Quattro date, ottava edizione. Sono questi i numeri di “Politeama in primo piano”, la rassegna jazz che partirà il 5 marzo. Ogni martedì dal 5 fino al 26 marzo (ore 21), il ridotto del teatro di via Garibaldi accoglierà la buona musica sotto la direzione artistica di Mirko Guerrini con le serate che saranno introdotte da Dario Cecchini. E per chi vuole prima dello spettacolo apericena su prenotazione (0574/603758) a partire dalle 20. Il costo degli spettacoli è di 7 euro, 15 con l’apericena (abbonamento alle quattro serate 25 euro). «Il festival è cresciuto – spiega Dario Cecchini – e il pubblico è aumentato. Si tratta di persone che apprezzano il jazz, grazie anche ai musicisti che vi prendono parte: tutti conosciuti e molto validi».

«Tra l’altro – aggiunge l’assessore alla cultura Simone Mangani – è bello il luogo scelto per i concerti: il Ridotto. Uno spazio che anche quanti frequentano il Politeama non sempre conoscono. Stiamo parlando dell’ottava edizione di una manifestazione che si è creata un suo pubblico ed è interessante come l’inizio della rassegna arrivi dopo la conclusione di Metastasio jazz. Continuare, quindi, sulla scia di questo bel genere musicale, con quattro date e con musicisti toscani».

Il primo appuntamento è per martedì 5 marzo con il “Marco Benedetti quartet” (Marco Benedetti contrabbasso, Achille Succi sax/clarinetto basso, Andrea Mucciarelli alla chitarra e Bernardo Guerra alla batteria), il 12 è la volta del “Riccardo Galardini trio”: Riccardo Galardini (chitarra), Giacomo Rossi (contrabbasso) e Paolo Corsi (batteria). Il 19 è l’unica data di musica non originale con un tributo a Joe Henderson, “In a Taurean way”, con Fabio Morgera (tromba elettrica), Stefano Cocco Cantini (sax soprano e tenore), Matteo Abbado (organo Hammond) e Andrea Beninati (batteria).

Chiude la rassegna l’appuntamento del 26 marzo con Stefano Tamborrino, a lui viene lasciata carta bianca che dà il nome pure al titolo della serata (‘Carta bianca a Stefano Tamborrino’), ovvero spazio libero alle sorprese che questo poliedrico percussionista toscano riserverà al pubblico. Il suo stile personale e profondamente dettato dall’istinto è l’esito di un percorso musicale portato avanti da autodidatta, che può annoverare tra gli incontri fortuiti e le collaborazioni stabili nomi come Stefano Bollani, Chris Speed, Louis Cole e molti altri, tra cui gli Hobby Horse, con cui è giunto alla pubblicazione del sesto album, da collocare in una lista di oltre 40 dischi registrati nel corso degli ultimi anni.

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