Il dolore
Prato malata cronica di gioco: 672 euro è la spesa pro capite
L’indagine del “Sole 24 ore” conferma un primato negativo a livello nazionale Il sindaco Biffoni: «Regole più stringenti per l’apertura di nuove sale»
PRATO. È un triste primato quello che spetta a Prato: è qui che si registra la spesa pro capite più elevata (circa 672 euro) per quanto riguarda il gioco d’azzardo. 74, 2 milioni di euro il gettito per l’Erario. Sono i dati pubblicati dal “Sole 24 ore”. La spesa di 672 euro per il gioco d’azzardo è stata calcolata al netto delle vincite e prendendo in considerazione i maggiorenni, i soli che per legge hanno accesso al gioco. Dopo Prato, nella classifica, troviamo Sassari (516 euro), Como (494) e Teramo (463). Dal 2020 ci sarà un giro di vite: le macchinette funzioneranno dietro lettura della tessera sanitaria (ovviamente solo per chi ha più di 18 anni) e per quanti avranno diritto al reddito di cittadinanza potrebbe voler dire la perdita del sussidio dato che attraverso la tessera sarebbe rintracciabile il titolare per eventuali spese in giochi d’azzardo. È consapevole il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, di come nella sua città ci sia la maglia nera per quanti non possono fare a meno di giocare. . «Siamo stati il primo Comune toscano ad adottare un regolamento stringente per quanto concerne il gioco d’azzardo – spiega il primo cittadino – È vietata l’apertura di nuove sale da gioco in prossimità di quelli che abbiamo definiti punti sensibili come scuole, chiese, ospedali, centri civici, fermate dei bus e anche degli sportelli bancomat. Ma oltre a questo – aggiunge Matteo Biffoni – il nostro impegno è quello di attività di prevenzione e recupero. E la prevenzione parte dalle scuole. Tanti sono gli incontri che vengono fatti con gli alunni per far capire loro quanto grave sia il problema della ludopatia». Il sindaco è altresì consapevole di come il gioco sia consentito ma l’amministrazione comunale sta facendo di tutto perché non diventi una patologia che porti a serie conseguenze.
«Non deve diventare un’ossessione – commenta Biffoni – Altrimenti si può arrivare alla rovina». Per quanto riguarda il regolamento comunale è dunque vietata l’apertura di nuove sale slot in prossimità dei luoghi sensibili, chi c’era prima del regolamento resta. Ma c’è un altro giro di vite: qualora ad una delle sale che si trova vicina ad un luogo sensibile si rompesse una delle macchinette questa non può essere sostituta con una nuova. Un regolamento severo e grazie al quale venne prima sanzionata, quindi chiusa una sala slot aperta in un punto troppo vicino ad una scuola. Negli ultimi mesi, comunque, non si sono registrate in città aperture di nuovo sale. Una larga percentuale di quanti a Prato giocano sono cinesi, ma basta entrare in un bar per vedere che l’acquisto di gratta e vinci è fatto da persone di tutte le età e molti italiani. E parliamo di un acquisto non controllato, dove i clienti comprano notevoli quantitativi di biglietti alla ricerca di uno vincente, si siedono e come drogati iniziano a grattare la scritta argentata alla ricerca dei numeri fortunati. –
Azelio Biagioni
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