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Prato

emergenza alloggi 

Lega: «Servono case per chi rischia lo sfratto Diamogli un’alternativa»

A.B.
Lega: «Servono case per chi rischia lo sfratto Diamogli un’alternativa»

La replica del Comune: «Non  hanno più requisiti e quindi non hanno diritto a vivere in quegli immobili. E quelli vuoti vanno rimessi in sesto» 

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PRATO. Una delegazione della Lega è andata negli alloggi di emergenza di via Pacetti a Tobbiana. «Lo abbiamo fatto – dicono dal Carroccio - a seguito della richiesta di aiuto pervenuta da famiglie residenti in tale complesso. E più che di una richiesta si tratta di un disperato grido di aiuto degli inquilini per non essere sfrattati - affermano Patrizia Ovattoni, Antonella Manelli, Enrico Zucchi e Raffaello De Salvo - Il caso riguarda diverse famiglie che alloggiano nel complesso e a cui è stato intimato, dal Comune, di lasciare l'immobile senza, però, dare loro un'alternativa. Si tratta di persone in gravi condizioni sociali: disoccupati o con reddito bassissimo e qualcuno anche affetto da gravi patologie. I residenti ci hanno riferito di non essere in grado di poter pagare un affitto e che la casa popolare, malgrado siano anni che versano in queste condizioni, di fatto non gli è mai stata assegnata; pertanto l'unica loro alternativa è quella di andare a vivere in macchina. Ci hanno detto – aggiungono gli esponenti leghisti - che più volte si sono rivolti agli uffici comunali chiedendo una soluzione per evitare di finire in mezzo di strada, ma il Comune ha sempre manifestato la volontà di sfrattare. Altra questione, che lascia molte ombre e dubbi, è la presenza all'interno della struttura abitativa di più alloggi vuoti, motivo questo che non giustificherebbe nemmeno un allontanamento dei residenti in questione per l'eventuale inserimento di altre famiglie. La cosa che ci indigna profondamente - affermano gli esponenti leghisti Patrizia Ovattoni, Antonella Manelli, Enrico Zucchi e Raffaello De Salvo - è che questa amministrazione targata Pd, fa spallucce a queste persone in gravi condizioni economico-sociali, mentre verso chi arriva domani da altri continenti si fa in quattro per garantirgli tutto in nome della costituzione e dei diritti umani; tutto ciò come se tali principi fossero applicabili solo agli altri e non ai nostri concittadini che di fatto hanno contribuito alla costruzione e crescita del nostro paese». L’assessore alle politiche sociali Luigi Biancalni risponde con poche ma incisive parole: «Chi non ha più i requisiti non può continuare ad abitare in quelle strutture. Abbiamo fatto i controlli e dove aver appurato che i requisiti non ci sono più viene meno il diritto a vivere in quegli immobili». Per quanto riguarda l’affermazione degli esponenti del Carroccio in merito ad alcuni appartamenti vuoti Biancalani spiega che «sì, ci sono degli immobili vuoti ma a causa di motivi ben precisi - spiega l'assessore - Sono quelli che necessitano di lavori che il Comune deve fare. Sono successi alcuni fatti con degli inquilini che prima di lasciare la casa popolare l’hanno devastata, alcuni hanno portato via addirittura le prese delle luci. E non si può dare una casa dove c’è, ad esempio una porta sfondata. La giunta comunale ha stanziato, a tale proposito, la somma di 200mila euro proprio per gli appartamenti devastati da quanti li hanno abitati. E poco alla volta cerchiamo di sistemarli tutti. Quindi alcune case sono vuote ma c’è una ragione e non perché non vogliamo assegnarle». «Ma – terminano gli esponenti della Lega - quando saremo al governo di Prato provvederemo a rimuovere tutte le imparzialità ed attueremo la normativa sulle case popolari che, concretamente, dà più spazio agli italiani». — A.B.

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