Sicurezza
A Prato la spesa più alta d’Italia per i beni durevoli
Secondo l’Osservatorio Findomestic la nostra provincia resta al comando della classifica nazionale: al top gli acquisti di moto, mobili ed elettrodomestici
PRATO. Prato è la provincia con la spesa per famiglia più alta d’Italia per beni durevoli (3.127 euro). È il dato che emerge dall’Osservatorio dei consumi Findomestic, tracciando un quadro relativo ai dati di spesa per i beni durevoli realizzato in collaborazione con Prometeia. Nel 2018 i toscani hanno speso di più per acquistare auto usate (4,9%) ma meno per le nuove (-1,2%), il mercato dei motoveicoli è cresciuto meno che in altre regioni (3,7%), in positivo anche gli elettrodomestici (2,4%), i mobili (1,6%) mentre l’elettronica di consumo (-2,4%) e l’information technology (-1,9%) hanno registrato un arretramento. E analizzando i numeri, i consumi per i beni durevoli nella nostra provincia nel 2018 sono gli stessi dell’anno precedente.
Cosa si compra. I beni durevoli più acquistati dai pratesi sono le moto, gli elettrodomestici, i mobili e poi le auto usate, settore che ha visto un incremento dell’1,9% (73 milioni di euro), meno che in tutte le altre province. Segno meno per quanto riguarda invece le auto nuove (-4,3%), che rappresenta quasi il 39% sul totale della spesa.
Quanto si spende. E nel 2018 Prato rimane la provincia italiana con la spesa media per famiglia in beni durevoli più elevata (3.127 euro). Qualche esempio: l’acquisto di motoveicoli ha fatto registrare un + 6,5% (7 milioni di euro). La vendita di elettrodomestici grandi e piccoli è stata la più attiva nella regione (+3,8%) così come per i mobili (+2,3%), per i quali Prato mostra una predilezione, con la spesa media per famiglia più alta della regione: 702 euro. È anche l’unica provincia toscana dove hanno tenuto gli acquisti in information technology (11 milioni di euro) e in elettronica di consumo (-0,9% e 12 milioni di euro). Secondo l’Osservatorio Findomestic i consumi per beni durevoli in provincia di Prato nel 2018 si sono fermati a 322 milioni di euro (+0,1%) come l’anno precedente. Su questo risultato ha pesato soprattutto la flessione dell’auto nuova, che ha avuto il calo più consistente della regione dopo Massa Carrara.
Sale il Pil. Nel 2018 il Pil della Toscana è cresciuto ad un ritmo contenuto, leggermente più espansivo della media delle regioni centrali e poco inferiore a quello del Paese. Tra le province, Lucca, Livorno (2,2% entrambe) e Firenze (2,1%) hanno presentato un’evoluzione migliore del reddito disponibile pro capite, mentre Siena (1,9%), Pisa e Arezzo (1,8% entrambe) si sono posizionate al di sotto della media regionale, sulla quale si sono attestate Massa Carrara, Pistoia, Grosseto e Prato.
L’analisi provinciale. Il quadro provinciale è in sostanziale crescita con due sole eccezioni. «La spesa per i beni durevoli – sottolinea Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic – è cresciuta soprattutto a Firenze (2,1%), Arezzo (1,8%) e Siena (1,7%), seguite da Livorno (1,3%), Pistoia e Pisa (1,1% entrambe), Grosseto (1%) e Lucca (0,7%). A Prato (0,1%) e Massa Carrara (-0,4%) si segnala, invece, una stabilizzazione degli acquisti. Nel 2018 una famiglia toscana ha destinato mediamente ai beni durevoli 2.779 euro, valore inferiore solo a Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Veneto. Prato, con una spesa pari a 3.127 euro per famiglia, conserva il primato su tutte le province italiane.
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