Il Tirreno

Prato

Altri due richiami dei crostini toscani, ma è lo stesso lotto

Paolo Nencioni
Altri due richiami dei crostini toscani, ma è lo stesso lotto

La Gastronomia si sente danneggiata e valuta l’ipotesi di citare in giudizio l’Azienda sanitaria e la Regione

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PRATO.  Il caso dei crostini della Gastronomia Toscana rischia di avere uno strascico in Tribunale, ma sul banco degli “imputati” potrebbero finire l’Asl e la Regione. Andrea Tempestini, titolare dell’azienda di via Gora del Pero, sta infatti valutando l’ipotesi di citare in giudizio Asl e Regione per le modalità con cui è stata attivata la procedura che è sfociata martedì in un richiamo del ministero della Salute, che ha ordinato il ritiro dei “crostini alla toscana” prodotti a Prato (o meglio del sugo per prepararli) a causa del ritrovamento di un frammento di plastica in una confezione venduta in un supermercato.

Tre giorni dopo, cioè venerdì, ecco un nuovo richiamo, anzi tre, ancora sul portale del ministero della Salute, che si riferiscono ai marchi “Antipasti” (scadenza 9 febbraio) e “Gastronomia Toscana” (scadenza 10 febbraio) e coinvolgono anche i supermercati Carrefour. In realtà leggendo il “modello di richiamo” si scopre che si tratta sempre dello stesso lotto, numero 190123, lo stesso del primo richiamo di martedì.. A far irritare il titolare delal Gastronomia è intanto il fatto che Asl e Regione non si siano accorti subito che quel lotto era stato commercializzato anche con altre etichette, ma soprattutto che si sia trasformata una procedura di ritiro, già avviata e praticamente conclusa dalla stessa azienda, in un’allerta di carattere nazionale.

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Perché Asl e Regione? Perché sono i due soli soggetti abilitati a trasmettere le informazioni in base alle quali il ministero pubblica i richiami dei prodotti. In questo caso è stato lo stesso produttore ad avvertire l’Asl del ritrovamento di un pezzetto di plastica in una confezione.

Poi l’Asl ha informato la Regione, che a sua volta ha coinvolto il ministero. Risultato: un danno economico di un certo rilievo, soprattutto perché su un portale a larghissima diffusione (soprattutto tra gli addetti ai lavori) è passato il messaggio che si trattasse di tre allarmi consecutivi. In realtà, ribadisce l’azienda, si sta parlando di un singolo pezzetto di plastica in una singola confezione di crostini alla toscana. Con l’ulteriore complicazione che eventuali corpi estranei non possono essere trovati se non aprendo la confezione, ma a quel punto bisogna fidarsi di chi l’ha aperta (e cioè che il pezzetto non sia stato messo successivamente).

Venerdì i carabinieri del Nucleo anti-sofisticazione hanno fatto un sopralluogo alla Gastronomia Toscana e l’azienda riferisce che non sono stati mossi appunti alle procedure di lavorazione. —

 

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