Il dolore
Indagate tre guardie volontarie per le multe ai padroni dei cani
La Procura contesta l’esercizio abusivo della professione dopo un esposto presentato da una veterinaria che ha segnalato irregolarità nelle autorizzazioni
PRATO. «Favorisca i documenti prego». «No, li favorisca lei piuttosto». È stato un botta e risposta di questo tenore a mettere nei guai tre volontari che prestano servizio come guardie ambientali e ora si ritrovano indagati con l’accusa di esercizio abusivo della professione. Sono le guardie che fino a qualche tempo fa era molto facile trovare sulle le piste ciclabili che corrono lungo il Bisenzio. E che in certi casi hanno elevato multe ai proprietari di cani perché magari erano senza guinzaglio o senza museruola.
Un bel giorno, però (siamo nel 2015) uno di loro si è imbattuto in una veterinaria che non ci ha visto chiaro e ha presentato un esposto segnalando presunte irregolarità nell’attività delle guardie volontarie, che secondo la sua tesi, poi accolta dalla Procura, non avrebbero una specifica abilitazione dello Stato per svolgere quel tipo di controllo e di conseguenza per affibbiare le multe ai proprietari di animali domestici. Si tratta di una materia molto intricata, sulla quale insistono normative statali e regolamenti comunali.
Le guardie ambientali erano convinte di poter fare i controlli e notificare le multe, nel caso avessero accertato violazioni delle regole sulla tenuta degli animali, ma evidentemente su questo c’è da discutere, se il pubblico ministero Laura Canovai ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre volontari per l’esercizio abusivo della professione (più che una professione in questo caso bisognerebbe parlare di una funzione).. Gli episodi contestati nel corso del 2015 sono tre e i volontari hanno scelto finora di non farsi interrogare. Tra qualche giorno compariranno davanti al giudice dell’udienza preliminare che dovrà decidere se il caso merita un processo.
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