Il Tirreno

Prato

Un laboratorio di scienze per l’indirizzo biomedico

Maria Lardara
Un laboratorio di scienze per l’indirizzo biomedico

Prevista una lezione interattiva grazie al collegamento fra microscopio e Lim  (le lavagne digitali) che consentirà di proiettare il preparato microscopico in classe

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PRATO. D’ora in poi Paola Gori, la prof di scienze naturali, non dovrà più fare su e giù fra l’aula e il laboratorio. «Il preparato microscopico si potrà proiettare in classe, direttamente sulla Lim», racconta la docente alle prese con test e strumenti di laboratorio, quello nuovo di scienze naturali inaugurato ieri mattina al liceo Livi.

La circonda un gruppo nutrito di aspiranti camici bianchi, un centinaio di ragazzi e ragazze fra i 15 e 16 anni. Che studiano al liceo ma, tra un esperimento e una versione di latino, pensano già al test d’ingresso alla facoltà di medicina. Colture cellulari, misurazione del Ph, studio sui microrganismi.

Al terzo piano del liceo di via Marini, il primo e unico in Toscana a dotarsi di un indirizzo biomedico, la scienza con la “S” maiuscola mette le ali. Nel nuovo laboratorio di scienze naturali, frutto di un investimento di 50mila euro (fra fondi europei del Piano operativo nazionale e quelli provenienti dalla Provincia di Prato), gli studenti del biomedico – un indirizzo in crescita: 67 nuovi iscritti per l’anno scolastico 2019/2020 – si metteranno alla prova maneggiando dispositivi e provette di ultima generazione. «Il laboratorio, che sarà utile anche per rafforzare la preparazione scientifica degli alunni del linguistico, avrà anche una postazione mobile con una strumentazione flessibile», racconta il preside del liceo Livi Tiziano Pierucci. Un’eccellenza nel patrimonio scientifico con un alto potenziale tecnologico. Grazie al collegamento fra microscopio e Lim (le lavagne digitali), infatti, sarà possibile proiettare il preparato microscopico in classe rendendo così interattiva la lezione di scienze naturali.

All’indirizzo biomedico i ragazzi studiano anatomia, fisica e scienze naturali già in prima superiore, senza rinunciare comunque allo studio del latino e della filosofia dalla terza in poi. «Il liceo scientifico a indirizzo biomedico è un fiore all’occhiello per l’offerta formativa in città: si contano pochi altri casi in Italia», fa notare Rosanna Sciumbata, vicepresidente dell’Ordine provinciale dei medici. Era il settembre 2017 quando debuttò il nuovo indirizzo al Livi. Nemmeno due anni di vita che il biomedico “made in Prato” fa già scuola fuori regione.

«Un liceo scientifico di Bergamo ci ha chiesto informazioni per eventualmente adottare l’indirizzo», racconta Pierucci. Fra i camici bianchi presenti ieri all’inaugurazione si notavano molte studentesse: segno che il settore scientifico ormai non è più da tempo appannaggio maschile.

A questi ragazzi e a queste ragazze è arrivato l’auspicio del presidente della Provincia Francesco Puggelli, dirigente dell’ospedale Meyer ed ex studente di liceo scientifico. «Chi non ricorda gli esperimenti di Galvani sulle rane? Cari ragazzi, il metodo scientifico fatto di ipotesi e sperimentazioni vi accompagnerà per tutta la vita», ha detto Puggelli affiancato dal sindaco Matteo Biffoni e dall’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti. Scrosci di applausi per un discorso che ha emozionato i piccoli scienziati in erba. —

Maria Lardara

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