Il Tirreno

Prato

Sicurezza 

Volano bottiglie sul Mercatale L’ira del ristoratore: «Basta»

Maria Lardara
Volano bottiglie sul Mercatale L’ira del ristoratore: «Basta»

Il titolare di tre locali che si affacciano sulla piazza denuncia una maxi-rissa ma c’è anche un’altra versione: colluttazione coi maghrebini e “rappresaglia”

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prato. Alle 12.30 gli si illumina il display del cellulare. «Mi dispiace, a cena non veniamo. A Prato non si può più uscire la sera». È il messaggio di un cliente che comunica la disdetta di una tavolata con 12 persone, inizialmente fissata per ieri sera. Il ristoratore Massimiliano Cosmo incrocia le braccia. «Che apro a fare? Stasera tengo chiuso in segno di protesta». Ma poi ci ripensa nel giro di poche ore raccontando che in Questura lo hanno convinto a tenere aperto. Quel bandone giù sarebbe stato una “serrata” in piena regola per protesta dopo quello che era successo martedì sera, dopo le 22. Doveva essere una serata come tante altre al ristorante “Chicco d’uva” di piazza Mercatale. Coppie a cena, famiglie con bambini piccoli: una quarantina di clienti in tutto. A un certo punto, tra una portata e un’altra, i commensali si accorgono che qualcosa non va. Dalla vetrina vedono volare bottiglie. Si parla di diverse bottiglie, forse una trentina. Si parla di una rissa, forse scoppiata dall’altra parte della piazza davanti alla sala slot. Poi i contendenti, due giovani di origine magrebina, si sarebbero spostati sull’altro versante della piazza, davanti ai locali di Cosmo, procurandosi delle bottiglie di vetro da un bidoncino sul marciapiede. E giù a lanciarle da una parte all’altra. Una delle bottiglie ha colpito la vetrata del “Chicco d’uva” spaventando non poco gli avventori. «A un certo punto s’è scatenato il fuggi fuggi: i clienti mi hanno lasciato i soldi sul tavolo per pagare la cena e se ne sono andati: di certo non torneranno», si sfoga Massimiliano Cosmo, che è anche proprietario della pizzeria “Antiche Volte” e del pub “Wallace”, sempre sullo stesso lato di piazza Mercatale. «In tre anni ne ho viste di tutti i colori – lamenta il ristoratore – Stavolta però si esagera. Così non possiamo andare avanti». Sono stati i clienti ad avvertire la polizia ma, all’arrivo degli agenti, chi aveva scagliato le bottiglie s’era già dileguato. Ferito lievemente anche Cosmo che s’è trovato a raccogliere i cocci di vetri sulla soglia del locale. «Le forze dell’ordine fanno quello che possono, arrivano quando le chiamiamo. Ma dovremo tutti fare il nostro dovere, fra residenti e commercianti, avvertendole subito quando inizia una rissa – prosegue il ristoratore – E dire che questa sarebbe una bellissima piazza: dispiace vederla ridotta così». Le telecamere di sorveglianza in dotazione al locale aiuteranno a individuare i responsabili della bottigliata. Alla Questura risulta solo una telefonata intorno alle 23 per una bottiglia lanciata contro la vetrina del “Chicco d’uva”. Stesso copione 90 minuti dopo quando, intorno alla mezzanotte e mezza, arriva al 113 una seconda telefonata per il lancio di un’altra bottiglia davanti alla sala slot. In tutte e due i casi gli agenti sono intervenuti ma i responsabili erano già scappati via.

Secondo un’altra versione, però, la situazione sarebbe precipitata quando il titolare del “Chicco d’uva” è uscito per redarguire un nordafricano che faceva confusione, ingaggiando una colluttazione col giovane. Il lancio di bottiglie, prese dal bidoncino del chiosco di Mau, secondo questa versione, sarebbe stata la “risposta” degli amici del nordafricano dopo la scazzottata. Picchia duro la Confesercenti dopo l’ultima notte agitata in piazza Mercatale: «Occorrono risposte ferme e che aggrediscano il problema in maniera forte – chiede il presidente Mauro Lassi – Si deve colpire e arrestare chi delinque, chi spaccia, chi reca danno alla tranquillità di chi in centro lavora, ci vive oppure viene a trascorrere qualche ora in allegria». —

Maria Lardara

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