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No della Regione Toscana alla Fondazione intitolata all'omicida di Elisa Amato
Prato, è stato deciso il "non far luogo all'iscrizione della fondazione 'Federico Zini' con sede in San Miniato nel registro regionale delle persone giuridiche"
FIRENZE. La Regione Toscana, con decreto dirigenziale, ha deciso "di non far luogo all'iscrizione della fondazione 'Federico Zini' con sede in San Miniato (Pisa) nel registro regionale delle persone giuridiche". E' quanto si apprende da una nota dei consiglieri regionali del Pd Nicola Ciolini ed Enrico Sostegni che esprimono soddisfazione per la "decisione, che va esattamente nella direzione che avevamo indicato anche con un voto all'unanimità del Consiglio regionale. Le parole sono importanti e, nel caso del nome di una fondazione, l'intitolazione a una persona che si è macchiata del crimine orrendo del femminicidio, ciò lo è ancora di più".
Federico Zini, 25 anni calciatore, il 26 maggio scorso uccise la sua ex, Elisa Amato, 30enne, togliendosi poi la vita: i cadaveri furono rinvenuti a San Miniato, all'interno di un'auto.
UCCIDE L'EX FIDANZATA E POI SI TOGLIE LA VITA
"Nelle motivazioni espresse in questo atto - spiegano i due consiglieri - ci sono proprio le riflessioni che avevamo fatto chiamando l'Assemblea regionale ad esprimersi sulla tragica vicenda di Elisa Amato". Nel decreto, spiegano, si legge che la finalità propria della fondazione, sul contrasto alla violenza di genere, "pur essendo oggettivamente meritevole di tutela giuridica, rimane tuttavia collegata all'intitolazione personale della denominazione che la identifica. Tale denominazione - nel sollevare evidenti sentimenti di sdegno - finisce per offuscarne gli scopi e, ingenerando confusione, reca pregiudizio all'effettiva portata operativa della Fondazione".
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La decisione di intitolare una fondazione che si pone come obiettivo la sensibilizzazione contro la violenza di genere a chi ha scelto di togliere la vita alla ragazza che non lo voleva più e poi uccidersi a sua volta è quanto di più lontano si possa immaginare da ogni sentimento di riguardo. Anche il dolore della famiglia di Federico va rispettato, è ovvio, ma il terribile gesto non lo si assolve con buoni propositi, rimane per com’è stato e non sono ammissibili fraintendimenti – così la vice capogruppo Pd Monia Monni e le consigliere Ilaria Bugetti e Alessandra Nardini commentando il decreto dirigenziale della Regione Toscana che ha deciso “di non far luogo all’iscrizione della Fondazione ‘Federico Zini’ con sede in San Miniato (PI) nel registro regionale delle persone giuridiche” –. La Toscana è una regione che fa della lotta alla violenza di genere un punto di forza, fondando le proprie politiche su un approccio che è anzitutto culturale e che mette al centro la donna vittima di violenza, senza alcun tipo di distinguo o sfumatura. Con questa decisione, dunque, la giunta ha dato seguito all’indirizzo tracciato dalla mozione approvata in aula e ha accolto l’appello di tantissimi cittadini che sin dal momento in cui è stata resa pubblica l’intenzione l’intenzione di intitolare la Fondazione a Federico Zini si sono schierati con fermezza per il no, sottoscrivendo la petizione che noi stesse abbiamo sostenuto”.
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