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l’incontro 

Federica Angeli spiega quanto è pericoloso fare il cronista a Ostia

Federica Angeli spiega quanto è pericoloso fare il cronista a Ostia

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prato. «La missione dei giornalisti è rendere le persone consapevoli». Questa la prima riflessione offerta da Federica Angeli, giornalista di Repubblica, che sabato sera ha presentato il suo libro “A mano disarmata” nella cripta della chiesa di San Bartolomeo davanti una sala gremita.

Angeli è da tempo sotto scorta a causa delle minacce ricevute dal clan Spada, di cui si è occupata nelle sue cronache da Ostia.

Don Marco Natali, esponente di Libera, ha portato i saluti a Federica Angeli, mentre Giulia Giraudo di Prato2040 ha guidato l’incontro sul filo conduttore del libro che ripercorre gli anni difficili di un mondo che solo apparentemente sembra lontano.

Il primo pensiero di Federica non poteva che andare a uno dei grandi giornalisti d’inchiesta, a quel Sandro Ruotolo, a lungo collaboratore di Michele Santoro, oggetto degli attacchi di CasaPound e dal maggio 2015 sotto scorta dopo aver ricevuto minacce da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, a causa delle sue inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania.

Sandro Ruotolo da oggi rimarrà senza scorta, nei suoi confronti sarà tolto il quarto livello di protezione malgrado il boss Michele Zagaria abbia annunciato di voler “squartare vivo” il giornalista. Il pensiero di Federica è andato a quella parte di stampa libera che non si genuflette al potere, alla politica.

Sollecitata da Giulia Giraudo, Angeli ha ripercorso gli anni dell’inchiesta partita nel 2013 e legata alla spartizione di un territorio controllato dalla piovra. Un dominio assoluto che vede evolvere le bande criminali della zona in un vero sistema mafioso che coinvolge appieno la politica, i pubblici amministratori, del cittadino con il suo silenzio, della stampa, dei poteri economici. E dove, ha ricordato la cronista, non ti puoi fidare di nessuno. Due esempi: un giorno Angeli andò a denunciare ai carabinieri le minacce ricevute da un paio di membri del clan Spada e poche ore dopo un suo informatore le disse che il contenuto della sua denuncia era già a conoscenza del clan. In un’altra occasione Angeli elogiò pubblicamene il presidente del municipio, che mesi dopo fu arrestato perché coinvolto nell’inchiesa su Mafia capitale. —

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