Il Tirreno

Prato

Chiesa di San Francesco: un 2018 da incorniciare

La chiesa di San Francesco
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La chiesa di San Francesco

Prato, proseguito il lavoro di recupero e valorizzazione del complesso monumentale più antico della città grazie alla generosità della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, di associazioni e privati

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PRATO. Nell’anno che si è appena concluso, il 2018, d’intesa con la Diocesi di Prato, è proseguito il lavoro verso una nuova qualificazione del complesso monumentale di San Francesco. La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, la quale, dopo aver reso possibile il restauro delle coperture dell’ala orientale dell’antico convento nel 2016 e del chiostro nel 2017, sempre all’interno di un articolato progetto pluriennale di interventi sul complesso monumentale di San Francesco, nel 2018 ha finanziato un’altra importante operazione di carattere strutturale, ovvero la progettazione del nuovo impianto elettrico della chiesa e il recupero degli ambienti del XVI e XVII secolo facenti parte della Sacrestia.

L’Associazione pratese Amici dei Musei e dei Beni Ambientali che ha finanziato il restauro della pala d’altare di “Santa Teresa d’Avila in adorazione”, opera del preraffaellita pratese Giuseppe Catani Chiti (1905). L’intervento è iniziato a   febbraio e terminato a novembre 2018 e non si è limitato alla sola parte meramente artistica e di recupero ma ha stimolato una più approfondita ricerca sull’autore e sul restauro della chiesa del 1904.

Nel mese di marzo è partito un altro importante e delicato restauro, tuttora in corso, reso possibile soltanto grazie alla generosità di un benefattore anonimo. Si tratta del restauro del dipinto “Trasverberazione di Santa Teresa d’Avila” di Domenico Udine (1819) affidato, sotto la supervisione della dott.ssa Lia Brunori della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, al laboratorio di restauro Piacenti S.p.a..

Nel mese di settembre sono stati ultimati i lavori nei locali che ospitano l’Archivio rendendo finalmente fruibili documenti e registri, anche storici, legati alla gestione del convento e dei suoi beni. È stato inoltre costituito l’Archivio restauri che raccoglie la documentazione relativa ai restauri effettuati a partire dal 1900 mentre sono stati amplianti i locali della biblioteca.

Una particolare attenzione, infine, è stata riservata alla comunicazione: è stato potenziato il sito web istituzionale, che oltre a rappresentare il canale ufficiale di informazione e aggiornamento sulle attività del complesso monumentale è stato implementato con funzionalità di raccolta fondi.

Gli account social poi, in particolare le pagine Facebook e Instagram, hanno rappresentato un canale strategico in termini di valore ed “engagement”: il rapporto di coinvolgimento fra contenuti proposti e pubblico di riferimento, stabilendo quindi una relazione stabile con gli utenti.

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