Il Tirreno

Prato

Cucinelli: «I tempi di consegna a 15 giorni nel tessile siete stati voi ad inventarli»

Maria Lardara
Cucinelli: «I tempi di consegna a 15 giorni nel tessile siete stati voi ad inventarli»

Lo stilista: «Chissà, un giorno tornerò a Prato per consegnare il premio ad un imprenditore cinese perbene»

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PRATO. La prima volta che gli portò a far vedere i suoi preziosi tessuti, quelli realizzati con antichi telai a navetta, risale a 20 anni fa. «Perché non vai da Cucinelli a fargli vedere il campionario?». Stuzzicato dal socio Andrea Bardelli, l’imprenditore Marco Cini ci provò. Gli andò bene. Tutte le volte che va a Solomeo, dove Brunello Cucinelli ha costruito il suo impero del cashmere, si complimentano con la Valbisenzio Tessitura a Navetta. Cini si sente ripetere: «Quante cose belle fate a Prato». Passa anche da questo aneddoto la storia dei rapporti fra il re del cashmere e il distretto. Non è un caso che ieri sia stato lui, il profeta del capitalismo umanistico, a consegnare gli Stefanini alle tre imprese vincitrici del premio Santo Stefano. Tra queste, proprio la Valbisenzio Tessitura a Navetta, accanto alla Ritorcitura Vignolini e alla Cofil.

Filosofia e impresa. Cucinelli, un imprenditore in mezzo a tanti. Uno che dà il buon esempio e invita a riflettere, con la citazione filosofica sempre in tasca. «Vi conosco da più di trent’anni. Siete persone che lavorano, anche troppo. In fondo, i tempi di consegna a 15 giorni nel tessile-abbigliamento li avete inventati voi. Abbiamo fatto diventare “chic” il fatto di lavorare 14 ore al giorno quando abbiamo bisogno di trovare il giusto tempo per lo spirito. Basta mandare mail di lavoro a mezzanotte». Completo bianco e accento umbro, in città Cucinelli è l’uomo del giorno. Dal palco della Camera di commercio cita San Benedetto (“cura la mente con lo studi, l’anima con la preghiera e il lavoro”), Socrate, Eraclito (“mentre le cose riposano, il mondo si rigenera) e Voltaire (“se del tuo tempo non accetti i cambiamenti, ne prenderai la parte peggiore”) sul senso del mondo che cambia. È cambiato il vento anche nel distretto. «Dobbiamo accettare di produrre manufatti che contengano qualità e creatività speciali».

I grandi temi. Cucinelli interviene sulla sostenibilità, tema caro alle aziende pratesi. «Buttatela via. Meglio parlare di armonia col creato», afferma l’imprenditore prendendo a prestito San Francesco. E poi pensa alle giovani generazioni, agli errori dei padri. «Sapete come abbiamo tolto dignità al lavoro?», ha esordito prima della premiazione. «Quando a un giovane che non voleva studiare dicevamo: vai a lavorare!».

I cinesi. Era stato nei giorni scorsi l’auspicio di Franco Bini, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Prato. Ovvero, che nella terna dei premiati con lo Stefanino possa spuntare un giorno un’azienda cinese. «Perché no? Magari potrei tornare un giorno a Prato per consegnare il premio – confessa Cucinelli al Tirreno ai margini della premiazione - L’importante è che l’imprenditore sia persona perbene. Mai avere preconcetti».

«Quante persone non perbene - aggiunge - non abbiamo conosciuto? Io pochissime. Preoccupiamoci di tirare fuori dall’essere umano la parte creativa e geniale. Custodiamo le nostre fabbriche, torniamo a progettare a tre mesi, tre anni e 300 anni». —

Maria Lardara

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