Il Tirreno

Prato

maltrattamenti 

Le mostrano il video delle botte e la maestra scoppia in lacrime

Paolo Nencioni
Un fermo-immagine di uno dei video delle telecamere all'asilo di via Toscana
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Un fermo-immagine di uno dei video delle telecamere all'asilo di via Toscana

Prato, arrivano in Questura le prime denunce delle mamme dei bambini dell’asilo cinese di via Toscana 

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PRATO. Si è messa a piangere quando le hanno fatto vedere le immagini dei bambini maltrattati nel suo asilo Hong Pingping, la più giovane delle due maestre cinesi arrestate venerdì dalla squadra mobile con l’accusa di aver picchiato i bambini che erano stati affidati a lei e alla collega Zheng Moli. Perché sia scoppiata in lacrime, Pingping, nessuno lo può sapere: se perché ha capito di essere nei guai o perché colta da un senso di colpa nei confronti dei bambini.. Piangono e sono arrabbiate anche le mamme cinesi. Già venerdì una di loro ha presentato una denuncia in Questura e ieri, dopo la lettura dei giornali, se ne sono aggiunte altre che chiedono che sia fatta piena luce sul comportamento delle due maestre e di una terza che è a piede libero. Tutte verranno sentite come testimoni, anche se probabilmente potranno raccontare ben poco, perché è confermato che dai genitori non è arrivata alcuna segnalazione su presunte irregolarità nella scuola di via Toscana che fa capo all’associazione culturale Marco Polo. Questo si può spiegare col fatto che i bambini maltrattati sono i più piccoli, che hanno anche maggiori difficoltà a raccontare in famiglia quello che succede a scuola.

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Le due maestre messe agli arresti domiciliari saranno interrogate dal giudice per le indagini preliminari nei prossimi giorni.

Resta da capire che cosa sia in realtà l’associazione culturale Marco Polo e se abbia le necessarie autorizzazioni. Una questione su cui sta lavorando la polizia municipale. Formalmente il centro di via Toscana è un doposcuola, ma di fatto è una scuola dell’infanzia per un gruppo di bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni che vengono portati lì di mattina e restano fino al pomeriggio. Ieri le opposizioni hanno accusato il Comune di non aver controllato e l’assessore alla Pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti ha spiegato che la vigilanza sulle strutture che accolgono bambini di quell’età è di competenza dell’Ufficio scolastico regionale, dal quale non sono arrivate segnalazioni al Comune. La situazione è ancora più complicata perché gli ispettori regionali controllano le strutture che hanno i requisiti per essere definite scuole paritarie, e ne fanno richiesta all’Ufficio. Ma il centro Marco Polo probabilmente si trova in una zona grigia, non regolamentata.

«Associazioni come quella - commenta il vice sindaco Simone Faggi - forse anche senza volerlo rappresentano un ostacolo ai percorsi inclusivi dei ragazzi, perché se i ragazzi cinesi vanno lì dopo la scuola e nel fine settimana significa che non hanno il tempo di andare a giocare coi loro coetanei italiani».

 

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