Sicurezza
La Procura indaga sui presìdi del SiCobas
Sei attivisti nel mirino. Il gip ha respinto la richiesta dell'obbligo di dimora per “pericolosità sociale” dei due responsabili territoriali: ora deciderà il Riesame
PRATO. Sei attivisti del sindacato SìCobas, fra cui i due responsabili territoriali Luca Toscano e Sarah Caudiero, sono finiti nel mirino della Procura di Prato dopo le indagini effettuate dalla Digos in seguito alle manifestazioni dei mesi scorsi davanti al Panificio Toscano e ai supermercati Unicoop e quelle più recenti in due aziende cinesi di Montemurlo dove il sindacato voleva denunciare episodi di sfruttamento nei confronti dei lavoratori. Proteste nelle quali sono stati coinvolti diversi dipendenti, la maggioranza dei quali pakistani, ma in alcuni casi anche connazionali di questi ultimi provenienti da fuori Toscana.
La Procura ha chiesto la misura cautelare del divieto di uscire dal Comune di Firenze, città di residenza, e il divieto di uscire di casa dalle 19 alle 8. Il Gip ha già respinto tre volte la richiesta di applicazione delle misure e si attende adesso il pronunciamento del Tribunale del Riesame di Firenze a cui il pm che si occupa dell’inchiesta ha fatto ricorso. Dura la reazione del sindacato, che ha indetto un incontro con la stampa annunciando peraltro nuove manifestazioni. Il SiCobas parla di un «attacco al diritto di sciopero e alla libertà di organizzazione sindacale».
Dopo aver ricordato quanto accaduto, il sindacato autonomo prosegegue affermando che «con il ricorso del Pm al Tribunale del Riesame veniamo a conoscenza che la Procura ha già avanzato per ben tre volte la richiesta di applicazione delle misure cautelari. Per tre volte il Gip ha già respinto la richiesta. Ma la Procura ha deciso di insistere – secondo il SiCobas – in quanto l’inchiesta è alimentata da una serie di querele provenienti dalle aziende “vittime” della nostra attività sindacale. Scioperi e presidi di protesta vengono definiti dalla Digos “indice inequivocabile di un apprezzabile pericolosità sociale che tali manifestazioni potrebbero assumere se reiterate».
Per la vicenda del Panificio Toscano, nel mirino del SiCobas era finita anche Unicoop Firenze, che si serviva del pane dell’azienda accusata di non rispettare il contratto (vicenda che risale alla scorsa estate). Più di recente, l’attività di SiCobas si è rivolta al mondo delle aziende tessili a conduzione cinese, con vertenze alla Ds e alla Stamperia Rosso di Montemurlo.
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