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"Stefanini" tutti al tessile. Bini: "Aspettiamo i cinesi"

di Fabrizia Prota
I titolari delle tre aziende vincitrici di questa nona edizione: Cofil, Valbisenzio Tessitura a Navetta e Ritorcitura Vignolini (foto Sproviero-Batavia)
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I titolari delle tre aziende vincitrici di questa nona edizione: Cofil, Valbisenzio Tessitura a Navetta e Ritorcitura Vignolini (foto Sproviero-Batavia)

Il presidente della Fondazione Cassa si rammarica dell'assenza di stranieri. Sabato 2 febbraio alla consegna dei riconoscimenti ci sarà lo stilista Brunello Cucinelli

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PRATO. È un padrino d’eccezione quello del nono Premio Santo Stefano. Sarà infatti lo stilista Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonima maison di moda, a consegnare il riconoscimento alle aziende virtuose di Prato durante la cerimonia di sabato alle 10, alla Camera di Commercio. Dopo esponenti del governo ed economisti (tra i tanti, Giuliano Poletti, Maria Elena Boschi, Antonello Giacomelli, Renato Brunetta e Riccardo Varaldo) all’elenco degli ospiti d’onore del Premio si aggiunge quindi un “addetto ai lavori” del settore caro alla città (gli organizzatori giurano di aver invitato anche il ministro del Lavoro Di Maio, che ha però declinato l’invito per impegni istituzionali).

Scelta calzante, anche perché quella 2018/2019 è la prima edizione in cui a vincere lo Stefanino d’oro sono 3 aziende tessili: Cofil filati, Valbisenzio Tessitura a Navetta e Ritorcitura Vignolini (i nomi erano stati annunciati il 26 dicembre dal vescovo Agostinelli).
«È stata una scelta difficile – afferma il segretario del comitato promotore Gabriele Bresci – perchè a Prato ci sono tante imprese che meritano». Il riconoscimento va a quelle aziende che si distinguono per il fare impresa in modo etico, rispettando regole e lavoratori.

«Non sono premiati i leader di mercato o fatturato – spiega il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti – ma le realtà che dimostrano attenzione ai principi morali e alla dignità del lavoro. Sono quelle il biglietto da visita della città».
«Nella terna dei premiati mi piacerebbe vedere anche un’azienda gestita da stranieri» auspica, con un po’ di rammarico, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Franco Bini, con particolare riferimento alla comunità cinese. Tra le 35 imprese premiate nei 9 anni dello Stefanino d’oro (di cui 22 tessili) nessuna è infatti a conduzione straniera e nemmeno tra tutte quelle mai segnalate al Comitato promotore. Che afferma in merito: «Da 2 anni le aziende meritevoli possono essere segnalate da chiunque: semplici cittadini, lavoratori o anche in autocandidatura. Perciò qualunque azienda della città può essere ammessa alla valutazione, nessuna esclusa. Ma bisogna che vengano segnalate, anche dai pratesi che ci lavorano».
Altra novità, una menzione d’onore per le giovani imprese è stata assegnata a Ri-Fò, azienda di moda sostenibile, basata su economia circolare e tessuti rigenerati, fondata nel 2018 dal 28enne Niccolò Cipriani.

«Sono contento – commenta – anche perché la nostra attività si basa proprio su eticità e sostenibilità».
«Il premio alle giovani imprese dà fiducia e valorizza ciò che di nuovo emerge in città» ha aggiunto l’assessore del Comune di Prato Daniela Toccafondi. Ai vincitori della nona edizione dello Stefanino d’oro andrà una scultura realizzata da Gabriella Furlani raffigurante Santo Stefano, con incise le 3 parole simbolo del Premio: scienza, coscienza e innovazione. «La vera risorsa per la città è il soggetto che fa impresa, come persona, con le sue capacità» conclude il vicario generale della Diocesi di Prato monsignor Nedo Mannucci.

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