Il Tirreno

Prato

ospedale 

Arriva il picco influenzale ma la chirurgia non si ferma

L'ingresso dell'ospedale Santo Stefano di Prato
◗
L'ingresso dell'ospedale Santo Stefano di Prato

Prato, varata una nuova organizzazione all'ospedale Santo Stefano: i pazienti sottoposti a interventi meno complessi vengono fatti accomodare sulle poltrone

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Quest’anno con il picco di casi di influenza all’ospedale Santo Stefano l’attività chirurgica non s’interrompe neanche per un giorno. «Anzi – precisa il direttore sanitario Roberto Biagini– si incrementa». La direzione sanitaria, quella infermieristica e il dipartimento chirurgico hanno messo in atto una nuova organizzazione che ha una doppia valenza: da un lato garantisce la continuità degli interventi programmati e dall’altro lascia liberi i posti letto, sempre di area chirurgica, necessari a ricoverare i pazienti provenienti dal Dipartimento emergenza urgenza.. Già sperimentata con successo l’anno scorso al San Giovanni di Dio, la nuova organizzazione riguarda la chirurgia ambulatoriale complessa, e principalmente interventi di chirurgia generale con ernie e emorroidi, l’ortopedia con la chirurgia della mano che partirà a breve, ma anche l’oculistica, e consente ogni settimana di avere disponibili i posti letto necessari in questo particolare periodo di grande afflusso per influenza.

«In questo momento – spiega il direttore del dipartimento chirurgico, Stefano Michelagnoli – le strategie messe in atto hanno permesso al Santo Stefano un risparmio di circa 20 posti letto a settimana, utilizzati poi per gli accessi urgenti. Anche le altre specialistiche quali l’otorino, la dermatologia e l’urologia stanno lavorando sul nuovo percorso che ha come obiettivo quello di aumentare la flessibilità delle risorse a nostra disposizione per continuare l’attività in elezione e dare una risposta strutturata alle urgenze. Fondamentale – sottolinea Michelagnoli – l’apporto del personale infermieristico che praticamente gestisce la nuova organizzazione».

La direttrice dell’area infermieristica Maristella Mencucci e la coordinatrice infermieristica dell’ospedale Luisella Litta evidenziano che in fase preoperatoria gioca un ruolo importante il lavoro eseguito dagli infermieri, supportato da personale infermieristico dedicato nel blocco operatorio, coordinato da Donatella Granci, in fase operatoria e post operatoria per l’assistenza e la valutazione finale delle condizioni cliniche del paziente.

Il percorso è dedicato a pazienti selezionati (considerando criteri quali età, stato di salute generale, e tipo d’intervento da eseguire, criteri socio-familiari) che vengono adeguatamente informati e seguiti da chirurghi e anestesisti nell’ambito del Servizio accoglienza percorso operatorio coordinato da Ilaria Milani. «In pratica – ribadisce il direttore della chirurgia generale Franco Franceschini - la nuova organizzazione permette di fronteggiare il periodo influenzale che stiamo vivendo, e contestualmente garantisce, anche aumentandola, la regolare attività operatoria mettendo in poltrona i pazienti, con un risparmio di posti letto utili per la gestione dei casi che provengono dal pronto soccorso». Le poltrone attrezzate e monitorate, sono collocate accanto alla recovery room, nel blocco operatorio, garantendo quindi un’alta qualità assistenziale e di cura. Le poltrone, si spiega, vengo usate per quei pazienti che comunque non dovrebbero passare la notte in ospedale, avendo subìto interventi meno complessi.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web