Il Tirreno

Prato

la protesta 

«Attesa di 4 ore per le dimissioni di mia madre dall’ospedale»

Francesco Albonetti

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prato. Una paziente di 70 anni, invalida e con gravi problemi di salute, viene dimessa di punto in bianco dall’ospedale in tarda serata per mancanza di letti disponibili. Una dimissione che però, nonostante ai parenti fossero già stati consegnati gli abiti e gli effetti personali della donna, è avvenuta ben quattro dopo, durante la quale la paziente è stata lasciata seminuda su una barella in attesa che un’ambulanza la riportasse a casa da sola. «Tutto è avvenuto proprio nei giorni in cui l’Asl ha annunciato la partenza del triage geriatrico all’ospedale Santo Stefano» dice Alessandro Diddi, figlio di Olanda Michelacci, che ha scritto una lettera di protesta all’Urp dell’Asl e all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi.

Diddi racconta come la salute della donna, che convive con una collaboratrice domestica perché non è autosufficiente, è peggiorata dal 2014 quando, in seguito ad un’emoragia cerebrale, è diventata emiplegica. Sono seguiti ricadute e problemi di vario tipo. A dicembre è stata nuovamente ricoverata e poi di nuovo il 21 gennaio: «Mia madre quel giorno fin dal primo mattino lamentava fortissimi dolori alla schiena tanto che doveva stare immobile a letto per trovare sollievo quindi, in seguito alla visita del medico curante, per sua specifica richiesta, è stata fatta intervenire un’ambulanza e portata in ospedale per una sospetta frattura vertebrale spontanea, probabilmente dovuta a una stipsi intestinale». Il figlio precisa che la madre è fragilissima dal punto di vista osseo, allegando alla lettera la documentazione. E aggiunge le cure che ha ricevuto all’ospedale. «Dopo i raggi e un lavaggio intestinale – prosegue Diddi – i medici hanno deciso le sue imminenti dimissioni alle ore 21,43, anche perché non si trovavano al momento letti disponibili per un ricovero. Al contempo noi familiari siamo stati invitati ad uscire dall’ospedale perché di lì a breve sarebbe arrivata un’ambulanza per riaccompagnare mia madre al proprio domicilio. Ad attenderla ci sarebbe stata la collaboratrice domestica col marito e la cognata. L’ambulanza è arrivata alle 1,30, dopo quasi 4 ore: mia madre è stata riportata sporca, seminuda e tremante poiché esposta suo malgrado alle temperature rigide della notte». Il figlio di Olanda Michelacci contesta anche il fatto che per arrivare al secondo piano dell’abitazione sia stata utilizzata una sedia a rotelle anziché una spinale, sottoponendo la madre a «movimenti inopportuni e sconsiderati, per il trasferimento sulla sedia dalla barella e poi dalla sedia al letto. Tutto ciò le ha provocato atroci sofferenze e dolori lancinanti tanto che le sue grida sono state udite da tutto il palazzo». — Francesco Albonetti

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