Il Tirreno

Prato

furti d’opere d’arte 

Denunciato antiquario per ricettazione

Vezio Trifoni
Denunciato antiquario per ricettazione

I carabinieri hanno recuperato due dipinti del ’600 che vennero rubati un anno fa al conservatorio San Niccolò

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PRATO. Due dipinti del’600, rubati a fine febbraio 2018 al conservatorio San Niccolò sono stati ritrovati dal nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale e riconsegnati alla Fondazione S. Niccolò. Due quadri su tela raffiguranti il primo Ecce Homo con Santa Monaca e il secondo la Sacra Famiglia con valore unico perché fanno parte dello scrigno delle monache del conservatorio presenti all’epoca. «È un giorno speciale per la nostra scuola perché far tornare due dipinti sottratti alla collettività – spiega Guido Giovannelli, presidente della Fondazione – è davvero straordinario anche perché erano stati i bambini ad accorgersi della mancanza». «Un lavoro importante che ha fatto subito identificare la persona che ha sottratto i quadri – dice il maggiore Lanfranco Disibio del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze – le misure di sicurezza sono fondamentali e in questa occasione grazie alle telecamere siamo risaliti a un ricettatore di Firenze che aveva già rubato dei libri antichi nel 2014» . L’appello è ora per ritrovare il terzo dipinto rubato, sempre a San Niccolò, a fine ottobre 2016 Madonna del Bambino del Butteri sempre del 16° secolo. «Sicuramente – continua il maggiore Disibio – non si tratta di un furto su commissione. Il ladro ha scelto probabilmente le opere non in base al loro valore, ma alla facilità con cui poteva prenderle».

« Il valore delle opere – illustra lo storico dell’arte Isabella Lapi – è legato al patrimonio dell’istituto che è tutto di qualità perché le monache il più delle volte portavano in dote i quadri di famiglia». Il primo quadro Una Sacra famiglia è stato ritrovato dopo tre giorni, senza più la cornice seicentesca, presso l’abitazione di un collezionista fiorentino, mentre il secondo un Ecce Homo è stato rintracciato lo scorso ottobre sempre in una casa privata. I nuovi proprietari hanno acquistato i quadri senza sapere che fossero frutto di un furto, denunciato invece per ricettazione l’antiquario fiorentino che ha venduto le opere d’arte. Ad accorgersi della mancanza dei quadri sono stati proprio i bambini dell’asilo che hanno notato uno spazio vuoto sulla parete del refettorio della scuola. Il ladro ha letteralmente strappato La Sacra Famiglia dal chiodo “di sicurezza” a cui era appeso per poi avvolgerlo, insieme all’Ecce Homo, in un sacco nero e uscire indisturbato dal vicolo del Tignoso, dove le telecamere lo hanno immortalato. «È stata sanata una ferita – ha spiegato Guido Giovannelli presidente della Fondazione San Niccolò – abbiamo la responsabilità anche morale di queste opere d’arte che ora sono tornate a casa e possono essere ammirate tutti i giorni dagli alunni, e dalle loro famiglie, ma anche dalle tante persone che frequentano a vario titolo la scuola». Ora le indagini si concentreranno sul ritrovamento della Madonna con bambino e in questo caso sembra che il quadro sia passato per diverse mani e indaga anche la Procura di Lucca. —

Vezio Trifoni

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