La protesta
La rimozione della nuova gru sarà a carico del proprietario
L’ingegnere Gavazzi replica alle affermazioni di Fratelli d’Italia: «Le scorie radioattive qui non ci sono e non ci possono essere»
PRATO. «Ma quali scorie radioattive, stiamo scherzando? Stavolta parte la querela…». Si alza dalla seggiola l’ingegnere Gianluca Gavazzi del dipartimento tecnico dell’Asl Toscana Centro dopo aver letto la dichiarazione di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia circa la presunta presenza di scorie radioattive provenienti dal vecchio reparto di medicina nucleare, ormai dismesso e trasferito al nosocomio di Galciana. «Qui si rischia il procurato allarme a danno dei residenti che abitano vicino all’ospedale: stiamo valutando con la direzione dell’azienda sanitaria se procedere con una denuncia. Capisco la campagna elettorale ma stavolta è troppo. Scorie radioattive non ce ne sono e non possono essercene nell'area del vecchio ospedale perché in medicina nucleare il tempo di decadimento radioattivo è breve». Altra questione è quella legata alle sorti della maxi gru per la demolizione del vecchio ospedale fatta arrivare a metà dicembre da Edilmoter (aggiudicataria della gara insieme alle imprese Daf e Garc) prima che l’appalto venisse revocato dall'Asl agli inizi di gennaio. Per ora il macchinario rimane parcheggiato nell’area del Misericordia e Dolce in attesa di tornare a casa. «Ma le spese di trasferimento e sorveglianza sono tutte a carico del proprietario - replica Gavazzi - ovvero l’azienda che aveva avuto inizialmente l’aggiudicazione provvisoria dei lavori». Ci vorranno due settimane comunque per riorganizzare il trasporto straordinario (si parla della seconda settimana di febbraio) mentre intanto va avanti l’iter per l’esame della documentazione del secondo gruppo classificato in modo da verificare i requisiti e procedere a una nuova aggiudicazione: si tratta del raggruppamento composto dalla lucchese Del Debbio, insieme a Ciclat Val di Cecina e Gruppo Sei. «Abbiamo inviato le lettere alle prefetture competenti», fa sapere Gavazzi. Se la nuova assegnazione dovesse andare in porto, a quel punto dovrà arrivare una nuova ruspa con pinza per buttare giù i 170mila metri cubi del Misericordia e Dolce. —
Maria Lardara
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