La protesta
Fratelli d’Italia accusa «Quanto ci costa la gru ferma all’ex ospedale?»
prato. Il consigliere regionale di FdI Paolo Marcheschi ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione nella quale chiede quali siano i tempi per l’inizio dei lavori di demolizione del vecchio ospedale Misericordia e Dolce e quale aumento di spesa comporta la revoca dell’affidamento al raggruppamento (Daf, Garc ed Edil Moter) che si era aggiudicato i lavori. «Si tratta dell’ennesimo slittamento che denota una mala gestione da parte del Comune sull’intera vicenda - sostiene Chiara La Porta, dirigente nazionale di FdI - I lavori di demolizione sembra proprio non debbano partire mai, il che potrebbe essere anche un bene se non fosse per l’ingente investimento che è stato effettuato dal Comune. Proprio qualche giorno fa il sindaco Biffoni si congratulava per l’arrivo in città della maxi gru che avrebbe dovuto dare il via alle opere di demolizione. Chissà adesso che fine farà quella gru così come il presunto rilancio di Prato che secondo il sindaco sarebbe dovuto partire proprio dalla riqualificazione dell’area dell’ex Misericordia e Dolce. Del resto la vicenda dell’ospedale di aveva destato parecchie perplessità fin dall’inizio. La nuova struttura ospedaliera inaugurata nel 2013 a Galciana, fra le polemiche dei residenti per il fumo e i rumori, è apparsa subito piccola, sottodimensionata rispetto al numero di abitanti e con enormi criticità per i parcheggi a pagamento salatissimi, oltre al fatto di aver denotato dopo pochi anni già delle crepe infrastrutturali. È partito poi un balletto fra Comune e Regione che si è concluso con la sciagurata decisione di demolire l’ex Misericordia e Dolce al fine di realizzare un parco urbano. Il bando di gara per l’affidamento dei lavori, che comunque partiva da una base di asta di 5, 6 milioni di euro, ha conosciuto però fin da subito delle difficoltà, fra imprese escluse, ricorsi al Tar e riammissioni. Adesso l’ultima goccia gelata della revoca. Non voglio nemmeno immaginare cosa accadrà quando si scoprirà che, come pare, l’area da abbattere contiene delle scorie radioattive portate dal vecchio reparto di medicina nucleare». —
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