Il Tirreno

Prato

Pitti filati: fantasia, colori e tanta sostenibilità. Ecco i campionari che trasmettono emozioni

Maria Lardara
Pitti filati: fantasia, colori e tanta sostenibilità. Ecco i campionari che trasmettono emozioni

Prato, la collezione della primavera-estate 2020 ha subito interessato i visitatori russi, giapponesi e americani 

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PRATO. Visto e preso. Con quella cartella di 500 di colori il cliente non deve averci pensato troppo. E quindi ha ordinato due chilogrammi di filato a Ilaria Manifatture Lane, uno dei trenta produttori che fino a venerdì 25 terrà alta la bandiera del distretto pratese a Pitti Filati. È un inno ai colori fluo con tinte rubate alla natura in fiore la collezione di Ilaria per la primavera-estate 2020, con forti risvolti di sostenibilità. Non è scontato che il fluo vada a braccetto con sostenibile. «Siamo l’unica filatura ad aver fatto uno studio sul fluo che avesse caratteristiche di sostenibilità - spiega il titolare Giampaolo Bruni - Ci sono voluti sei mesi per testare la solidità del colore». Indice puntato contro l’aumento dei prezzi delle materie prime: a dare filo da torcere è il mohair che costa e scarseggia sempre di più, complici la siccità in Sudafrica e le politiche dei governi locali che hanno dato carta bianca alla Cina.

Cinesi lontani e vicini. Fanno incetta di mohair in Sudafrica e dettano legge sul prezzo. Ma i compratori cinesi ieri non si sono visti, complice la concomitanza con le date del Capodanno orientale. Si sono affacciati agli stand giapponesi, russi, americani. «Questo grazie alle strategie di incoming messi in atto da Pitti Immagine», ammette Francesco Lucchesi di Industria Italiana Filati. La Cina fa capolino anche nelle indiscrezioni di corridoio. A Pitti si vedono anche filature del distretto che vendono il loro prodotto di fascia media ai maglifici orientali. Che importano prevalentemente filato dalla Cina ma, lavorando su grossi volumi, si vedono poi costretti a comprarlo sotto casa. Quello cinese, insomma, è sempre meno un distretto parallelo: due o tre filatori “made in Prato” fanno affari con i cinesi. Nomi piccoli, dai quali però non il Tirreno – a domanda precisa posta al titolare – non ha conferma.

Il filato di carta. Si tinge di blu e si sfoglia con la freschezza una velina. È il filato di carta il gioiello della nuova collezione targata Lineapiù ad alto tasso d’innovazione. Fili che somigliano a strisce su cui scrivere nuove pagina della moda in maglia. «C’è voglia di luce in questa collezione concepita per trasmettere emozioni - racconta il patron Alessandro Bastagli - Perché oggi, si sa, si compra per emozione. Per un paio di punti abbiamo preso ispirazione dalla Sala dei Rari che abbiamo inaugurato a dicembre all’interno del nostro archivio». Pochi passi più avanti, lo stand di Filpucci è un trionfo di fili di alta gamma ed ecofriendly, tutti certificati e a regola d’arte: tra le 15 new entry in collezione, il filato “sub” a base di viscosa e poliestere stretch che aderisce alla pelle. È un omaggio allo spirito di squadra la collezione di Industria Italiana Filati che ha preso ispirazione dai giochi olimpici del 2020 per allestire lo stand. In casa Lucchesi la parola d’ordine è fantasia: la collezione propone nuovi fili con un ritorno del lurex e delle pailettes passando dagli stampati.

Campioni di sostenibilità. In Italia è stata la prima azienda del tessile-abbigliamento ad aderire alla piattaforma social “Higg Index”, che misura l’indice di sostenibilità di un’azienda a livello di impatto ambientale, etico e sociale. Ormai Filpucci ha il record di certificazioni che premiano la sua filosofia sostenibile anche con buone pratiche aziendali. «Abbiamo un codice etico - fa sapere il presidente Federico Gualtieri - e applichiamo il modello 231». “Going green” è la scritta che campeggia allo stand del Lanificio dell’Olivo sotto il controllo del fondo Gradiente Sgr. L’azienda ha archiviato il 2018 con un fatturato in crescita del 15%: in collezione dominano effetti fantasia declinati nelle tinte di verde. «Abbiamo aumentato la nostra capacità produttiva con l’acquisto di un nuovo macchinario», fa sapere il direttore Fabio Campana. E in azienda sono così sostenibili da aver sostituito le luci coi Led. 
 

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