Il Tirreno

Prato

Interrogazione ed esposto del gruppo M5S sul lavoro svolto dalla compagna del sindaco Biffoni

I consiglieri del M5S La Vita, Capasso e Verdolini
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I consiglieri del M5S La Vita, Capasso e Verdolini

I tre consiglieri del Movimento 5 Stelle contestano il presunto privilegio concesso all'agente di polizia municipale che lavora in ufficio anziché in strada. La risposta del comandante: "Aveva chiesto di tornare in strada e ho rifiutato per non esporla a polemiche pretestuose"

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PRATO. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione a risposta scritta e un esposto in Procura su un presunto trattamento di favore riservato alla compagna del sindaco Matteo Biffoni, agente di polizia municipale. Un'iniziativa, si spiega in una nota diffusa oggi, 23 gennaio, nata "in seguito a diverse segnalazioni che ci sono arrivate da agenti della polizia municipale".

"Ad oggi infatti la compagna di Biffoni, agente della polizia municipale - si spiega in un comunicato - risulta in servizio presso un ufficio della polizia municipale, mentre precedentemente era in servizio esterno. La compagna del sindaco infatti prima di partorire lavorava in servizio operativo su strada. Al momento in cui una agente comunica lo stato di gravidanza, l'agente, come prevede la legge per la tutela della maternità per le lavoratici a rischio, viene tolta dal servizio operativo su strada ed assegnata temporanemante ad un ufficio dove non ci sia contatto con l'utenza ovvero dove non siano rischi, e dove resta fino al termine del periodo di allattamento, cioè fino ad un anno dopo il parto. Per accedere ai posti interni (cioè lavorare in un ufficio od in una squadra specialistica), a parte il temporaneo passaggio durante la gravidanza e l'allattamento, per accordi sindacali interni occorre avere 8 anni di anzianità e vincere una selezione interna quando viene messa a bando. Ad oggi la compagna di Biffoni pur avendo concluso da tempo il periodo di maternità, non è stata fatta rientrare al servizio operativo su strada ma risulta ancora impiegata in ufficio, senza avere l'anzianità di servizio e senza aver partecipato nè vinto alcun bando interno". 

"Abbiamo dunque chiesto al sindaco quali fossero i motivi di questa situazione ma lo stesso non ci ha risposto rimandando la risposta al comandante della polizia municipale. Quest'ultimo riferisce di aver deciso, in maniera autonoma e soggettiva, che la compagna del sindaco, essendo appunto tale, potrebbe essere esposta lavorando su strada al rischio di "polemiche pretestuose".Tutto cio' a nostro avviso non è sufficientemente esaustivo come giustificazione di questa situazione, visto che il sindaco stesso non è considerato a rischio, potendo tranquillamente passeggiare per la città senza l'uso di scorta. Ciò posto non si capisce su quali basi dovrebbe essere a rischio la sua compagna, che tra l'altro, in qualità di agente di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale e quindi in grado di difendersi da eventuali "polemiche pretestuose". Inoltre, se si fosse davvero ritenuto rischioso far lavorare l'agente su strada, per lei e per l'immagine del Comando, l'agente ed il Comando potevano chiedere un suo temporaneo trasferimento nei comuni limitrofi, come Montemurlo o Vaiano".

"Tutto ciò non è rispettoso delle colleghe madri che ogni giorno prestano servizio su strada, e a nostro avviso può rappresentare un privilegio illegittimamente concesso alla sig.ra C. Riteniamo che in questa città debbano invece sparire privilegi e clientelismi e debba tornare una politica dell'etica e della trasparenza. Abbiamo depositato un esposto in Procura affinchè sia valutato se sussiste un'ipotesi di reato".

La risposta. Il sindaco ha affidato la risposta al comandante della polizia municipale, Andrea Pasquinelli, che ricorda come la gestione del personale sia riservata al dirigente, cioè lui stesso, e che gli accordi sindacati che prevedevano gli 8 anni di anzianità per i trasferimenti in ufficio o ai reparti speciali sono "ormai datati e peraltro superati dalla normativa vigente". Tanto che il criterio "è stato seguito quando possibile", ma "sono numerosi i casi in cui, in seguito a valutazioni di esclusiva competenza dirigenziale, il criterio non è stato rispettato".

Pasquinelli ricorda che la compagna del sindaco, rientrata dal periodo di maternità dopo il primo figlio, è stata assegnata a un ufficio durante l'allattamento. Ma c'è di più. Il 27 marzo 2015 la compagna del sindaco ha scritto a Pasquinelli chiedendo di essere riassegnata ai servizi su strada e il comandante le ha risposto il giorno seguente respingendo la domanda e spiegando che "la particolare situazione in cui ella si trova non consentirebbe, a parere del sottoscritto, di operare con la serenità e il distacco indispensabili al buon andamento del servizio".

"Nello svolgimento di ogni attività di istituto - spiegava ancora Pasquinelli nella lettera - si troverebbe esposta al rischio di un'indesiderata sovraesposizione e di polemiche pretestuose, che potrebbero influire negativamente sulla valutazione dell'atteggiamento da assumere nell'occasione".

Qualcuno dei colleghi probabilmente non ha gradito e ora il M5S ha deciso di gettare il sasso nello stagno. L'interrogazione ha risposta scritta non sarebbe mai approdata in consiglio comunale, in base alla regola secondo la quale in consiglio non si parla di questioni personali, ma il M5S lo ha fatto ugualmente sapere diffondendo il comunicato stampa.

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