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Prato

Chinatown cambia pelle: via all'abbattimento dell'ex fabbrica Pieri

I lavori di abbattimento della ex fabbrica Pieri in via Filzi (foto Sproviero/Batavia)
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I lavori di abbattimento della ex fabbrica Pieri in via Filzi (foto Sproviero/Batavia)

Tra via Filzi e via Pistoiese nascerà la medialibrary, lo spazio coworking e una piazza. E' uno dei tre tasselli del Piano di innovazione urbana

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PRATO. Sono iniziati nella mattinata di oggi, 21 gennaio, i lavori di abbattimento dell’ex fabbrica Pieri, oltre tremila metri quadri incastonati tra via Filzi e via Pistoiese, dove sorgeranno la medialibrary con bar, spazio coworking e piazza nell’ambito del Piano di Innovazione Urbana (Piu) cofinanziato dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana con un investimento complessivo di 8.236.000 euro. Un intervento destinato a cambiare radicalmente la zona conosciuta come Chinatown.

Le opere sono eseguite dall’impresa Vespignani Costruzioni di Pistoia, che si è aggiudicata l’appalto per un totale di due milioni e 102mila euro. Il progetto, uno dei tre tasselli che compongono il Piu insieme a Mercato Metropolitano di via Giordano-via Bonicoli e all’area playground tra via Giordano e via Colombo, metterà in comunicazione le due prinicipali arterie stradali del Macrolotto Zero, via Pistoiese e via Filzi.

«Attualmente sono in corso i lavori in tutti e tre i cantieri del Piu – commenta l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis – Si tratta di uno degli interventi strategici più importanti dell’amministrazione comunale, che porterà importanti funzioni pubbliche in un quartiere complesso innescando interventi ed investimenti da parte di privati».
Al piano terrà saranno ricavati la medialibrary, sul modello della Lazzerini come fabbrica della cultura, e il bar, mentre al primo piano sarà costruito lo spazio coworking. All’esterno un grande spazio pubblico all’aperto con parcheggio sul lato di via Filzi e percorso pedonale da via Pistoiese connesso al centro città. Le ruspe termineranno l’abbattimento nell’arco di una settimana circa, a cui seguirà la fase di bonifica e ripulitura. Subito dopo via alle opere di riqualificazione.

La medialibrary, una volta terminata, potrebbe ospitare un “Museo dell’immaginario”. Si tratta di un progetto dell’associazione Dryphoto, che sta raccogliendo ricordi e oggetti che raccontano il legame dei cittadini con il loro quartiere, un’idea per consentire agli abitanti della zona a più alta densità di residenti cinesi di raccontarsi attraverso le immagini di oggetti di uso quotidiano, che poi sarebbero esposte sugli scaffali della “Biblioteca delle idee”.

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