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Prato

il caso misericordia e dolce 

Asl, stop alla demolizione «Ecco perché l’abbiamo fatto»

Asl, stop alla demolizione «Ecco perché l’abbiamo fatto»

Il direttore generale dell’Asl Paolo Morello Marchese: «Gli uffici giudiziari hanno risposto solo ora alle nostre richieste». L’opposizione accusa il sindaco

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prato. L’Asl Toscana Centro aveva già esaminato i documenti presentati dal raggruppamento di imprese Edil Moter di Roma, Daf Costruzioni stradali di Milano e Garc di Carpi, a cui era stato affidato l’incarico di demolire l’ex ospedale Misericordia e Dolce, ma solo martedì, dopo che il secondo arrivato, cioè la Del Debbio di Lucca, ha chiesto un accesso agli atti, ha deciso di revocare l’incarico a causa di una «grave omissione», cioè una pendenza giudiziaria non comunicata da una delle società in subappalto della prima cordata.

In molti si sono chiesti perché questo accertamento non è stato fatto prima. «Perché dagli uffici giudiziari ci hanno risposto solo ora – prova a spiegare il direttore generale dell’Asl, Paolo Morello Marchese – Noi abbiamo chiesto un approfondimento e ora ci hanno risposto. Ecco perché abbiamo revocato l’incarico. Abbiamo interessato anche l’autorità anti-corruzione e chiesto un parere all’ufficio legale, in previsione di altri ricorsi. Tra oggi e domani (oggi per chi legge, ndr) firmerò la delibera di revoca dell’incarico e poi nel giro di tre settimane dovremmo concludere l’esame della documentazione del secondo arrivato per dare il via libera alla metà di febbraio». Sempre che nel frattempo il primo raggruppamento non decida di presentare a sua volta un ricorso. Difficile dire, dunque, se l’ex Misericordia e Dolce sarà abbattuto prima dell’estate, dopo una serie infinita di rinvii.

Intanto le opposizioni si scatenano e danno la colpa al sindaco. «Biffoni anno 2014: “nel 2019 inaugureremo il Parco” – scrivela consigliera Silvia La Vita – Ennesima promessa non mantenuta. Non solo il Parco non sarà inaugurato ma ci vorranno anni prima che la zona sia del tutto bonificata. Che credibilità può avere chi continua a promettere qualcosa che non ha fatto? Biffoni conosceva e conosce benissimo tempi e limiti della burocrazia, poiché prima di diventare sindaco è stato per 10 anni consigliere comunale. Abbiamo speso 12 milioni di euro per ricomprare dalla Regione qualcosa che era già nostro (l’area ex Med), concedendo in più all’Asl di costruire nell’area 9.000 mq di buove case e negozi, quando in città quello che manca sono distretti socio sanitari. Tutto questo perché il Pd ha deciso che ci serviva un Nuovo Ospedale, ospedale nato piccolo e fatto costruire con la finanza di progetto e tutte le conseguenze del casod».

« Proprio qualche giorno fa il sindaco Biffoni si congratulava per l’arrivo in città della maxi gru che avrebbe dovuto dare il via alle opere di demolizione - chiosa Chiara La Porta di Fratelli d’Italia - Chissà adesso che fine farà quella gru così come il presunto rilancio di Prato che secondo il sindaco sarebbe dovuto partire proprio dalla riqualificazione dell’area dell’ex Misericordia e Dolce. Magari rimarrà anch’esso un cantiere fermo, come quello di Piazza Mercatale, del sottopasso al Soccorso e dei tanti altri promessi e mai avviati a giro per la città» .

«Del resto la vicenda dell’ospedale di Prato – continua La Porta – aveva destato parecchie perplessità fin dall’inizio. La nuova struttura ospedaliera inaugurata nel 2013 a Galciana».

«Considerato che i lavori (per la demolizione, ndr) non sono mai effettivamente partiti non voglio nemmeno immaginare cosa accadrà quando si scoprirà che, come pare, l’area da abbattere contiene delle scorie radioattive portate dal vecchio reparto di medicina nucleare. Se mi dovessi sbilanciare – conclude la not – direi che il parco non vedrà mai la luce». —

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