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A Prato da tutto il mondo per studiare e valorizzare l’agricoltura di qualità

Azelio Biagioni
A Prato da tutto il mondo per studiare e valorizzare l’agricoltura di qualità

È iniziato al Pin il master internazionale a cui partecipano giovani provenienti da 21 paesi. Si tratta di un progetto triennale dell’Università di Firenze

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PRATO. Sono venticinque i ragazzi provenienti da ben ventuno paesi del mondo e che per circa sei mesi saranno a Prato dove prenderanno parte al master internazionale “Agricultural heritage system”, appena iniziato al Pin. Ed è il primo corso al mondo dedicato ai sistemi Giahs, ovvero quei siti di importanza globale per il patrimonio agricolo dell’umanità. «Si tratta di un progetto dell’università di Firenze – spiega Enrico Banchelli, direttore del Pin – ed è stato istituito su un protocollo di intesa tra Fao e Governo italiano ed è supportato dalla Fao, Regione, Convention on biological diversity, World bank, agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e università di Firenze. Il Pin cura la logistica, viaggi, alloggi e si occupa di tutte le necessità dei partecipanti al master. Che sono alloggiati in parte presso il Magnolfi nuovo e in altre strutture della città». I ragazzi provengono dall’Etiopia, Kenya, Senegal, Somalia, Iran, Bolivia, Cuba, Birmania, Libano, Tunisia oltre a paesi europei. Sono arrivati in città da qualche giorno e hanno già avuto modo di fare un primo giro per conoscere le sue bellezze e familiarizzare con i servizi che utilizzeranno. A loro è stato dato il benvenuto da parte del sindaco. Il presidente del Pin, Maurizio Fioravanti, sottolinea come dal master arriveranno nuove professionalità che riguardano l’agricoltura e come il progetto sia triennale. «Non si tratta – ha detto – di un evento spot, verso i quali siamo contrari, ma una cosa di lungo respiro». «Il master – sottolinea il coordinatore Mauro Agnoletti – fa parte di un progetto triennale finanziato dal ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha il compito di istituire un polo di alta formazione per la gestione dei sistemi agricoli del patrimonio mondiale e per l’identificazione di siti potenziali da inserire nel programma Giahs. Le altre due successive edizioni si terranno a Prato». Il master formerà quelli che saranno gli esperti in grado di ideare modelli gestionali del territorio agricolo e di progettare strategie che implementano pratiche sostenibili, che preservano i prodotti agricoli di alta qualità, i valori bioculturali legati al paesaggio, promuovendo sistemi a basso input energetico in grado di mitigare il riscaldamento climatico, le conoscenze delle popolazioni locali per l’adattamento ai cambiamenti climatici e minimizzare il rischio idrogeologico. E poi saranno fornite competenze per migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali. L’assessore alle politiche economiche con delega all’università, Daniela Toccafondi, parla di un corso significativo che valorizza il paesaggio agricolo. «È motivo di orgoglio che venga fatto qui da noi – dice l’assessore – Ed è una novità che farà crescere la nostra città». 

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