Il dolore
Importava semi dalla Cina Contadino denunciato e multato dai forestali
prato. Importava semi dalla Cina, senza autorizzazione, per coltivare verdura nei campi al confine tra il comune di Prato e quello di Carmignano. Per questo un contadino cinese è stato multato all’esito di un controllo effettuato dai carabinieri forestali insieme al nucleo dell’Ispettorato del lavoro e ai tecnici dell’Asl e del Genio civile.
I carabinieri hanno denunciato il titolare dell’azienda agricola per violazioni in materia ambientale. In particolare per l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e urbani, tra cui un frigorifero, una batteria per auto, sacchi di nylon, cassette di legno e di plastica, residui vegetali, un letto e una rete metallica, un ventilatore, travetti di legno, secchi e bidoni di plastica, ruote per carriole, un atomizzatore, lattine, bottiglie e vaschette di plastica.
Inoltre sono stati trovati sacchetti vuoti di sementi con scritte in lingua cinese, importati dalla Cina in violazione delle norme in materia di protezione contro l’introduzione in Europa di organismi nocivi. Questo è costato al titolare dell’azienda una multa di 2.000 euro.
Ormai da tempo i carabinieri forestali e l’Asl hanno puntato i riflettori sulle coltivazioni messe in piedi dai contadini cinesi, in genere nelle serre, nella zona di Prato Sud. Da anni i campi tra le Fontanelle e Castelnuovo sono stati presi in affitto dai titolari di aziende agricole che coltivano ortaggi altrimenti introvabili in Italia, destinati prevalentemente alla comunità cinese. Serre simili sono spuntate tra Prato e Pistoia e anche lungo l’autostrada Firenze-Mare, nel comune di Campi Bisenzio.
Rispondono alla domanda della comunità orientale che è affezionata a un certo tipo di prodotti e che è disposta a pagare per metterli in tavola. Il problema, come confermato dall’ultimo controllo, è che spesso le norme sull’importazione di sementi vengono aggirate e questo può rappresentare un problema per gli effetti che certi ortaggi hanno sulle colture autoctone. Ortaggi che in sé e per sé non hanno niente di diverso da quelli italiani, ma che devono essere controllati in base alla normativa dell’Unione europea.
In passato qualche dubbio è sorto anche sull’approvvigionamento idrico, quando si è scoperto che certi campi venivano irrigati prendendo acqua dalle gore dove vengono sversati i liquami delle aziende tessili. —
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