Il Tirreno

Prato

verso il voto / il centrodestra 

Rita Pieri: «Sbrighiamoci a trovare un candidato»

Paolo Nencioni
Rita Pieri: «Sbrighiamoci a trovare un candidato»

L’esponente di Forza Italia smentisce di voler correre da sola, la Lega però non ha fretta: «Rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno»

2 MINUTI DI LETTURA





prato. Ora che il centrosinistra ha trovato il suo candidato sindaco, con la discesa in campo di Matteo Biffoni che punta al bis, tutti gli occhi sono puntati sul centrodestra, che invece ufficialmente è ancora in alto mare. L’incontro tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia di lunedì ha ribadito l’ovvio, e cioè che la coalizione correrà unita, ma non si vede all’orizzonte una figura che possa tenere unite le diverse anime. E così continuano a rincorrersi le voci secondo le quali Rita Pieri, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, potrebbe correre da sola, con o senza il simbolo del partito. Un’ipotesi al momento decisamente smentita dalla diretta interessata. «Non voglio correre per conto mio - dice - Alla riunione di lunedì non c’ero perché ero ben rappresentata da Erica Mazzetti e dagli altri. L’auspicio di tutti è che ci sia un solo candidato. Per provare a battere Biffoni bisogna essere uniti». Ma la suggestione del doppio candidato del centrodestra (Rita Pieri e un nome espresso dalla Lega) è giustificata in teoria dalla previsione che si vada comunque al ballottaggio, e dunque sarebbe anche un modo per fare il pieno al primo turno per poi compattarsi al secondo. Una tesi non condivisa da Rita Pieri: «Fare due nomi mi sembra più rischioso».

L’ex assessora comunque avverte: «Se il centrodestra non si sbriga a trovare un candidato, questo può diventare un problema. Più il tempo passa e più vantaggi concediamo a Biffoni».

Una fretta che non è condivisa da Andrea Recaldin, il referente nazionale della Lega inviato ad affiancare la segretaria Patrizia Ovattoni nel periodo elettorale. «Rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno», scandisce. Quanto al nome, è abbastanza chiaro che la Lega, dopo l’expoit del 4 marzo e in previsione di un’ulteriore crescita, voglia rivendicare l’ultima parola. «In ragione del consenso che abbiamo - dice infatti Recaldin - crediamo che l’ultima parola spetti a noi, fatta salva l’unità di intenti che deve accomunare la coalizione di centrodestra». Il messaggio è chiaro: un nome non gradito al Carroccio non ha speranze di poter essere condiviso.

Dallo schieramento opposto, quello del centrosinistra, dicono che i leghisti siano già andati a bussare a diverse porte e abbiano ricevuto altrettanti “no, grazie”, ma Recaldin smentisce su tutta la linea. Di gente che avrebbe voglia di candidarsi ce n’è. Il profilo individuato è quello della cosiddetta “società civile”. Serve un nome abbastanza conosciuto, non certo un signor nessuno che magari potrebbe dimostrarsi anche molto competente, ma non avrebbe il tempo, in campagna elettorale, di entrare nel cuore degli elettori.

A vantaggio della Lega però c’è un vento nazionale che al momento soffia forte dalla loro parte e potrebbe rendere tutto più facile. —

Paolo Nencioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa