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Ritorno a scuola con le aule fredde I disagi maggiori al Gramsci-Keynes

Maria Lardara
Ritorno a scuola con le aule fredde I disagi maggiori al Gramsci-Keynes

Alcuni presidi hanno giocato d’anticipo facendo accendere gli impianti fin da venerdì in vista della ripresa delle lezioni 

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PRATO. Studenti che protestano fuori dai cancelli per poi fare ritorno a casa prolungando così di un giorno le vacanze di Natale. Studenti che vengono spostati in aule più riscaldate, studenti che sfidano il gelo e fanno ugualmente lezione con giubbotto, sciarpe e guanti. Si battono i denti nelle scuole pratesi. Il ritorno in classe dopo la pausa natalizia è stato letteralmente “da brividi”: la chiusura prolungata degli istituti scolastici e il riscaldamento spento per giorni e giorni, infatti, hanno reso più difficile riscaldare gli ambienti dello studio. Il rientro, in particolare, è stato movimentato al Gramsci-Keynes dove è andata in blocco la caldaia con buona pace degli studenti che hanno aspettato quasi due ore prima nell’atrio, poi fuori dai cancelli, in segno di protesta.

Proteste al Gramsci-Keynes. Anche se alle 11 la situazione s’era risolta, le aule dell’istituto di via Reggiana erano troppo gelide per pensare di fare lezione. Così qualcuno è tornato a casa. «Venerdì i tecnici della Provincia erano a scuola, mi risulta che l’avvio delle caldaie fosse già programmato», racconta il preside Stefano Pollini. Al gelo anche l’ala B dell’istituto Dagomari posta al secondo e terzo piano che comprende una decina di classi: la dirigente scolastica Maria Gabriella Fabbri s’è attaccata al telefono di prima mattina per far intervenire prima possibile la ditta della Provincia (poi arrivata), la stessa che alle 8.30 era intervenuta tempestivamente nella sede centrale del Datini. Qui i termosifoni sono partiti ma i ragazzi hanno fatto le prime lezioni del 2019 a temperature non certo gradevoli. Memore della protesta del gennaio 2017 quando non entrarono in classe gli studenti del Cicognini per via del freddo, il preside Mario Di Carlo ha giocato d’anticipo chiedendo venerdì scorso alla Provincia che venisse attivato il riscaldamento tre giorni prima al Cicognini e Rodari.

Tubo rotto alle Ciliani. A Sandra Bolognesi, preside del comprensivo “Filippino Lippi”, è toccato ieri mattina spostare quattro aule in un plesso dell’istituto. Alla primaria Ciliani, infatti, s’era rotto un tubo del riscaldamento che ha mandato in tilt tutto l’impianto. Un guasto importante che ha richiesto l’intervento dei tecnici del Comune. Al di là di questa fatalità e di qualche disagio segnalato alle medie Mazzoni, l’amministrazione ha mostrato lungimiranza sugli istituti comprensivi di propria competenza. «Ho dato disposizione per l’accensione dei riscaldamenti 24 ore prima», fa sapere l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti.

In Provincia. Fa freddo anche per i piccoli della materna. Non ha funzionato l’impianto di riscaldamento della scuola dell’infanzia Vittoria Contini Bonacossi di Seano. Qui tecnici comunali sono intervenuti sul posto nella prima mattinata per risolvere la rottura di un elemento che ha mandato in blocco due caldaie.

Maria Lardara

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