Proteste
Cinque collezioni “eco friendly” e pratesi
Le creazioni degli studenti dell’Istituto europeo di design utilizzeranno i materiali provenienti dalle aziende del distretto
PRATO. Metti 16 studenti dell’Istituto europeo di design di Firenze, Roma, Milano, Torino e Como, portali alla scoperta della filiera moda di Prato, mettili all’opera in un workshop creativo durante la tre giorni di Pitti Uomo che s’inaugura oggi a Firenze. Il risultato? Cinque collezioni eco friendly tutte dedicate all’abbigliamento maschile che sfileranno alla prossima edizione di Pitti Uomo, quella di giugno. E saranno collezioni che parleranno pratese, con l’utilizzo di materiali provenienti dalle aziende del distretto. In primis la lana rigenerata che sta conoscendo un inedito boom nell’export pratese, complici anche i rincari sul prezzo della lana vergine. Ecco perché sedici giovani designer emergenti, giovani studenti e studentesse delle cinque sedi di Ied, ieri pomeriggio hanno avuto una full immersion nel mondo della Prato sostenibile. Hanno visitato prima gli spazi del Museo del Tessuto e poi l’impianto di depurazione di Gida, si sono addentrati nel processo produttivo del lanificio Mario Bellucci che dà vita a tessuti rigenerati, in quello della tintoria e rifinizione Jersey Mode (queste ultime due aziende impegnate nel Detox) e, dulcis in fundo, hanno varcato la soglia del laboratorio di analisi BuzziLab. Sedici stilisti in erba protagonisti del progetto “The time is now!” grazie al quale vanno a braccetto Cid (Consorzio italiano implementazione Detox), Greenpeace e Istituto europeo di design (Ied). «Abbiamo coinvolto gli studenti degli indirizzi “fashion stylist e “fashion design” in un progetto che durerà sei mesi – dicono Sara Azzone e Igor Zanti, rispettivamente direttrice e direttore degli istituti Ied di Milano e Firenze - e che sarà documentato con video e immagini fotografiche. La sostenibilità è un prerequisito importante per creare collezioni. Lo Ied forma i disegnatori del futuro, non si può prescindere da una coscienza. Il titolo del progetto, non a caso, è “The time is now”». I giovani designer potranno introdurre capi vintage reinventandoli in collezione oppure utilizzare fibre rigenerate. «Per due giorni – racconta Andrea Cavicchi, presidente del consorzio Detox – abbiamo visionato i lavori di 50 ragazzi per selezionarne 16: confrontarsi con i futuri designer che andranno a lavorare in azienda, del resto, è fondamentale per raggiungere l’obiettivo di una moda davvero sostenibile». È questo, in definitiva, l’obiettivo del protocollo Detox di Greenpeace di cui fanno parte 34 aziende, pratesi e non, impegnate nell’eliminazione delle sostanze tossiche dal ciclo produttivo tessile entro il 2020. Fra gli studenti c’è chi pensa già a una mini collezione rispettosa dell’ambiente, come Seppala Veiko che frequenta lo Ied di Milano. «Uso tanto cotone riciclato – racconta - Non vedo l’ora di utilizzare materiali ecologici». Chissà, un giorno la sua collezione potrebbe finire sul mercato. «Per questo sarà mantenuto un dialogo costante con i ragazzi e le aziende con la prospettiva di mettere in produzione i loro capi», sottolinea Cavicchi. Non è un caso che due ex studenti Ied e ora tutor dei 16 designer di “The time is now”, Alessia Crea e David Parisi, abbiano creato un brand tutto loro, Casamadre.
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