Il Tirreno

Prato

Toscana economia

Il turismo pratese gode di buona salute. In crescita le presenze cinesi e giapponesi

di Alessandro Formichella
Turisti in piazza del  Comune a Prato (foto d'archivio)
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Turisti in piazza del Comune a Prato (foto d'archivio)

Il Museo del Palazzo Pretorio e il Museo del Tessuto continuano a calamitare gli arrivi nei luoghi culturali

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PRATO. 268.420, è il numero delle persone che a Prato e provincia nel 2018 sono passate sotto la dicitura turismo fino al 30 settembre scorso. O almeno quelle registrate regolarmente da 173 strutture ricettive su 203. Su questo fronte, la Toscana cresce del 4 % e Prato anche se leggermente al di sotto, cresce del 3,7 % nel 2018. Numeri in evoluzione, anche se non paragonabili con Firenze, sembrano aprire nuove dinamiche economiche nel territorio pratese. Secondo altre rilevazioni più parziali come quelle di Turistat, 51mila persone circa dal 1 gennaio al 30 novembre 2018 si sono rivolte al sistema alberghiero con pernottamento, altre 17.638 al sistema degli affitta camere o appartamenti con i maggiori siti web come Airbnb.

«Ma sono tutti numeri da prendere con beneficio perché potrebbero essere più alti - precisa Daniela Toccafondi, assessore alla sviluppo economico - in termini scientifici ancora non abbiamo dei dati certi, ma anche dall'osservazione vediamo che la crescita turistica c'è, eccome». Un 2018 che segna il dato positivo, un aumento sul fronte del turismo e che l’amministrazione comunale vorrebbe consolidare verso il 5 % nel 2019. Un turismo particolare, quello più direttamente interessato a Prato, legato magari a incontri di lavoro, affari e visite, una miscela e combinazione che sembra rendere al meglio. Ma il numero, dato positivo, ha una tendenza benefica. Cresce portando con sé un nuovo portafogli di relazioni e dinamiche economiche, apre una nuova frontiera di lavoro.

«Personalmente sono soddisfatta, i dati appaiono positivi, quello che manca ancora oggi è avere un sistema gestionale unico nel cui raccogliere tutte le statistiche, cosa non semplice ad ora. Solo così si potrebbero sviluppare meglio le politiche sul turismo» prosegue Daniela Toccafondi. Secondo Turistat, che è però un censimento su base volontaria, la maggior parte delle persone non ha dichiarato per quale motivo sia venuta a pernottare a Prato, circa 58mila persone non lo hanno fatto, mentre 5mila persone hanno dichiarato di essere in città per affari e lavoro. Ma anche qui è necessario fare attenzione: Turistat ha raccolto i dati di circa 68.000 turisti e non il numero complessivo delle persone che hanno soggiornato a Prato e in provincia. Sempre secondo Turistat, la fascia di età fra i 45 e i 54 anni è quella che ha i numeri più alti nel soggiorno in città; sono infatti in netta maggioranza le persone in questa fascia, ma resta alta anche tutta quella fra i 24 e i 44 anni. Una città anche di turismo giovane.

«Un rapporto positivo quello del 2018 e un rapporto di collaborazione che si è reso positivo con l’amministrazione comunale. Siamo fiduciosi per il prossimo anno, sebbene il comune debba tenere un’attenzione sempre alta sul turismo, perché questo significa tutto un indotto che porta lavoro», dice
Rodolfo Tomada , presidente di Federalberghi della provincia di Prato. Qualche critica al fenomeno degli appartamenti in affitto comunque resiste.«Qui c’è da rivedere qualcosa. Almeno una cedolare di tasse o la tassa di soggiorno dovrebbe essere rispettata, comunque tengo a precisare che diversi Bed and Breakfast e affitta appartamenti si stanno associando a Federalberghi, e così siamo anche più incisivi nella rappresentanza della categoria».

A farla da padrone, è il nuovo turismo che proviene dall'Asia, quasi 54mila persone sono arrivate dalla Cina e oltre 10mila dal Giappone.«Molti dei turisti che vengono a Prato evidenziano che il museo di Palazzo Pretorio e il Museo del Tessuto sono delle vere eccellenze e riscuotono davvero molto successo. Dobbiamo proseguire su questa strada, percorso che vediamo in modo fiducioso e speriamo lo sia anche nel 2019» dice Tomada e gli fa eco l'assessore Toccafondi «per sviluppare al meglio la risorsa turistica, ripeto che è necessario avere una piattaforma informatica che ci fornisca dati statistici univoci e quasi in tempo reale. Prato comunque è ora nel circuito delle città d'arte della Toscana, cosa quasi impensabile appena sei anni fa. Eravamo conosciuti solo come città industriale, di produzione, oggi mi sembra già un'altra realtà, siamo noti per l'enogastronomia, per l'arte e l'ambiente. E lo si vede».

 

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