Il dolore
Il comitato ambientale sfida la partecipata coi... «Gida illimitati»
PRATO. Gioco di parole. Ed è tutta una questione di assonanza: Gida e Giga. Sono “Gida illimitati”, per l’appunto. Sembra lo slogan pubblicitario dell'ultima compagnia telefonica sul mercato e invece è la provocazione lanciata su Facebook dal comitato ambientale di Prato Sud che ha realizzato un finto manifesto promozionale per prendere di mira la partecipata che si occupa di gestire l’impianto di depurazione acque. Non sono rose e fiori, si sa, nei rapporti fra la Gida e il comitato che si batte contro il progetto di far nascere un nuovo biodigestore anaerobico dei fanghi a ridosso delle abitazioni. «Buon 2019, cari residenti – si legge a margine della “pubblicità” su Facebook - Gennaio: convenzione Giga illimitati gratis per residenti entro 300 metri. Febbraio: sponsorizzazione del vostro Carnevale (Paperino)».
Finta promozione ma intanto il post su Facebook è diventato virale e ha ricevuto molte condivisioni sulle bacheche virtuali di tanti residenti della zona che hanno gridato allo scandalo di una partecipata che si fa pubblicità. «Sappiamo che Gida sponsorizza il Carnevale e regala lavagne interattive ai bambini delle scuole vicine – fanno sapere dal comitato “Difendiamo la nostra salute - Prato Sud” interpellato dal Tirreno - Una specie di “operazione simpatia” mentre su temi come la vicinanza degli impianti a 50 metri dalle scuole e dalle case troviamo un muro di gomma senza possibilità di alcun confronto. Promozioni compensative?». Sui social network il comitato ci va giù pesante. «Il carnefice che ammansisce le sue vittime», scrivono riferendosi ai presunti “regali” di Gida. Che respinge al mittente ogni forma di pubblicità e ogni condotta in mala fede. «Abbiamo sempre sponsorizzato il Carnevale di Paperino – ricorda il presidente di Gida Alessandro Brogi - pensando di fare bene ma non abbiamo mai regalato lavagne interattive. Anzi, con le scuole se ne potrebbe parlare. Abbiamo ottimi rapporti con i residenti, non capisco perché prenderci di mira così…» —M.L.
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