Gioco
Meno di mille anziani ospiti delle Rsa. Una quarantina sono in lista d’attesa
Il costo si aggira fra i 104 e i 106 euro al giorno. Diecimila persone non autosufficienti a Prato e in provincia
PRATO. A Prato e provincia nel solo 2017, gli anziani sopra i 65 anni affetti dal morbo di Alzheimer, demenza senile o encefalopatia, dalle forme più lievi a quelle più gravi, sono 10. 050, di cui 2. 019 hanno già attiva l’assistenza domiciliare. Un numero che evidenzia la gravità del fenomeno e che riguarda le stime per quegli anziani che necessitano di assistenza, essendo ormai non autosufficienti e affetti da patologie degenerative. È la stessa ARS, agenzia regionale per la sanità, a pubblicare i dati.
E a questo si aggiunge che nel pratese le cosiddette residenze assistite protette, le case di riposo per intenderci, non sono molte e la disponibilità dei posti totali a disposizione non è delle più alte. Anzi. I posti nelle Rsa, sia a convenzione sia privatamente, sono complessivamente 825 e la parte dei posti disponibili a convenzione (ossia con il finanziamento dell’Asl) è esaurita. Nel pratese, i posti convenzionati con il pubblico sono al di sotto delle 300 disponibilità. Ad ottobre del 2018 la lista di attesa per inserimento nelle Residenze assistite protette era di 43 persone.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.17623523:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17623523:1652464582/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Per entrare anche soltanto in lista di attesa Rsa (quota sanitaria a carico dell’Asl e quota sociale a carico del paziente o del comune a seconda del reddito) ci vogliono condizioni estreme, ossia essere al massimo della gravità nella non autosufficienza, non avere figli, non possedere beni e con un Isee molto basso. Insomma, una situazione di gravità profonda. Gli 825 posti disponibili (privati e a convenzione assieme) non coprono le esigenze del territorio pur in presenza di un regolamento di accesso estremamente restrittivo, e il problema tende ad intensificarsi con l’aumento crescente della popolazione anziana.
Anche l’impegno economico, dei comuni e dell’Asl, è di quelli rilevanti. Chi si avvicina privatamente ad una struttura Rsa, e quindi prendendosi sulle spalle tutti i costi del familiare anziano, a Prato e in provincia va a spendere fra i 104 e i 106 euro al giorno, per un costo complessivo di circa 3. 200 euro al mese. Costi alti, insostenibili per la maggior parte degli assistiti: nel caso in cui viene riconosciuta l’ammissibilità ad entrare in lista di attesa (ammissibilità convalidata da una commissione composta da medici e assistenti sociali) si ritrova con tempi lunghi di stand by. Qui, una volta entrati in Rsa la quota sanitaria va a carico dell’Asl, la quota sociale a carico dell’assistito, e a seconda dell’Isee l’anziano può pagare poche centinaia di euro al mese oppure circa la metà dei 3200 euro mensili.
Con 43 persone adesso in attesa, sarà difficile che prima di un anno, un anno e mezzo, l’ultimo in graduatoria riesca ad avere possibilità di inserimento in un luogo con continuità assistenziale. La spesa pubblica incide non poco sui bilanci. Per il Comune di Prato si tratta di un impegno di diversi milioni di euro, comprensivi sia per la quota a copertura delle Rsa sia per quella del soggiorno diurno. In tutta la provincia, sono però soltanto 115 i posti per i centri diurni .
Il costo di un diurno è compreso fra i 50 e i 60 euro al giorno, pasti e assistenza infermieristica inclusa, e l’anziano compartecipa alla spesa in base al proprio Isee, con un Isee mediamente basso sui 10. 000 euro in genere il costo è coperto dal sistema pubblico in tutta la quota. Per Prato, l’Asl toscana centro informa che nel prossimo anno verrà riaperta la struttura di Narnali con l’aggiunta di 9 posti per i disturbi gravi di tipo cognitivo – comportamentali, ai quali si aggiungeranno altri 30 posti per le cure intermedie. Ma queste ultime sono già un’altra cosa, rispetto ai problemi legati direttamente alle patologie senili.
«Il problema si sta aggravando sempre di più con il crescere della popolazione anziana – dice il dirigente di una Rsa – Prato è penultima in Toscana per disponibilità di posti e strutture per anziani non autosufficienti».
Che la situazione su strutture e posti disponibili in Rsa per anziani non autosufficienti fosse delicata a Prato, la Cgil lo aveva evidenziato anni fa con una ricerca specifica. Oggi con il prolungarsi della cosiddetta quarta età e con l'aumentare delle patologie della vecchiaia, molte famiglie pratesi fanno ricorso anche a agenzie private per l'assistenza dei propri familiari. Ne sono arrivate e nate di nuove, oltre alle più conosciute cooperative sociali. Ma anche qui i costi non sempre sono alla portata delle tasche di tutti.
Una badante a casa convivente con il paziente, secondo il contratto nazionale di settore, va a costare al lordo delle spese circa 1500 euro al mese, ma a questo costo si devono aggiungere i periodi delle ferie e dei giorni di riposo infrasettimanali. In tempi più recenti a Prato sono arrivate la Privata Assistenza (costo medio di un'ora di badante 13 euro più iva) e alcune associazioni come Amici degli Anziani, la cooperativa Gemma, o Prato d'Argento, servizio messo a punto dalla Pubblica Assistenza L'Avvenire con il consorzio Co&So. Un settore in sviluppo, visto il numero sempre maggiore delle persone che richiedono servizi di badantaggio. Ma da cercare è la soluzione più idonea fra costi e servizio, cosa non sempre possibile. Alcune cooperative sociali vanno ad un costo medio di oltre 21 euro l'ora.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
