Italia
Gli azionisti della BpVi saranno risarciti fino al 30 per cento
Prato, è questo quanto si evince dalla legge che è stata approvata in Parlamento a favore dei risparmiatori per le banche poste in liquidazione dal 16 novembre del 2016 al 1 gennaio 2018
PRATO. Il 30 per cento del valore di acquisto delle azioni della Banca popolare di Vicenza potrebbe ritornare nelle mani degli azionisti. È questo quanto si evince dalla legge che è stata approvata in Parlamento a favore dei risparmiatori per le banche poste in liquidazione dal 16 novembre del 2016 al 1 gennaio 2018. Si tratta di una buona notizia per tutti gli azionisti. «Le cause avviate sia in sede civile che in sede penale dal 2015 ad oggi hanno sicuramente avuto il merito di tenera alta l’attenzione sulla vicenda legata alla BpVi inducendo il Governo a forzare la mano per arrivare a questo risultato – dice l’avvocato Francesco Querci che rappresenta con altri colleghi, oltre un centinaio di risparmiatori pratesi in causa con la BpVi – Un risultato che, seppure ridotto in termini di percentuali, rende comunque giustizia ai cittadini rimasti incastrati dal comportamento dei vertici della banca».
Ricordiamo che la banca aveva proposto una transazione pagando il 9% del valore di acquisto delle azioni e che molti hanno deciso di accettare. «Credo che la legge metta al riparo anche coloro che hanno fatto la transazione e potranno richiedere il rimanente 21 per cento per raggiungere quota 30 come stabilito dalla legge», aggiunge l’avvocato Querci. Scendendo più nel merito del provvedimento c’è da dire che la manovra del Governo prevede una dotazione di 525 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 e che la percentuale del 30% potrà essere aumentata nel caso di non utilizzo del 100% della dotazione prevista per ciascun anno.
«Avranno una priorità di soddisfazione i risparmiatori che documentino un Isee inferiore ai trentacinquemila euro – dice ancora l’avvocato Querci – Avranno diritto all’indennizzo risparmiatori persone fisiche, imprenditori individuali, micro imprese ma c’è anche da dire che restano escluse da questo provvedimento di indennizzo le società con oltre 10 dipendenti e con fatturato superiore a due milioni di euro».
Il limite massimo di rimborso per ciascun risparmiatore è stato fissato in centomila euro. Inoltre gli obbligazionisti subordinati avranno diritto al 95% di indennizzo, anziché dell’85% come previsto precedentemente. Un’ultima annotazione da fare è che l’indennizzo è previsto anche a favore dei successori o aventi causa. Per regolare il procedimento è stato istituito il Fir (Fondo indennizzo risparmiatori) presso il Ministero dell’economia e delle finanze.
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