Toscana
La Società della salute gestirà i servizi sociali e assistenziali
Prato, dal 2 gennaio non ci sarà più la separazione tra l’Asl e Comuni pratesi. L’assessore Biancalani: «Questa è una maggiore opportunità per i cittadini»
PRATO. Dal 2 gennaio i servizi socio assistenziali e quelli socio sanitari, finora erogati in modo separato da Asl e Comuni, saranno gestiti direttamente dalla Società della salute sia per quanto riguarda il comune di Prato che per i comuni del suo territorio. Tutto questo per un’efficienza maggiore pensata per i cittadini.. «Un momento importante» lo definisce l’assessore comunale alla sanità Luigi Biancalani che ricorda il percorso iniziato circa una quindicina di anni fa con la Società della salute. «Se fino al 2015 la Società ha svolto un lavoro di programmazione, dal 2016 – spiega – la Società aveva la gestione indiretta dei servizi. Adesso dopo 15 anni possiamo finalmente parlare di gestione diretta. In parole povere: non c’è più uno ‘spacchettamento’ del sanitario e del sociale e questo va nella direzione di migliorare i servizi ai cittadini».
Le aree di intervento della gestione diretta dei servizi riguarderanno il mondo della non autosufficienza: gli anziani, la disabilità, la salute mentale e la dipendenza. Per l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, questa operazione vuol dire dare le gambe alla Società della salute.
«Si dà – dice – un potere gestionale. E questo attraverso soldi e personale. La società è composta dai comuni e dall’azienda sanitaria. Le vengono conferite personale e risorse. I 14 milioni di euro quale quota sanitaria della Asl per le Rsa ora passano direttamente nelle mani della SdS e gli 80 dipendenti di Asl e Comune saranno gestiti direttamente dalla stessa Società, attraverso l’assegnazione funzionale (restano dipendenti dell’ente al quale appartengono ma gestiti dalla Sds, ndr), in accordo anche con i sindacati. Altri 26milioni arrivano dai Comuni che li stanziavano per il sociale: la Sds pratese ha dunque un bilancio di 40milioni di euro”. «D’ora in avanti – spiega Lorena Paganelli, direttore della Sds pratese – tutto viene gestito da un unico soggetto. Quindi presentando un’unica domanda per l’accesso a tutti i servizi».
Intanto, la scorsa settimana la giunta regionale ha deliberato l’aumento delle quote sanitarie sia per le Rsa sia per le strutture per disabili. Entrambe si aggirano intorno ai 3,5 milioni di euro. E per quanto riguarda la gestione diretta dei servizi alla Sds Stefania Saccardi è certa: «La nostra – dice – è una scelta in controtendenza rispetto a logiche centraliste proposte a livello nazionale. Vogliamo, infatti, dare responsabilità e autonomia ai territori». In via Roma la sede direzionale della Società con un pool unico di operatori, qui e presso i punti territoriali si potranno rivolgere i pratesi per chiedere l’erogazione dei servizi. Per quanti abitano negli altri comuni i cittadini possono rivolgersi ai distretti socio sanitari e le case della salute territoriali.
«Questo – sottolinea il presidente della Provincia Francesco Puggelli – è per essere più vicini alla gente. E’ un modello virtuoso, un po’ come la fusione dei comuni. E non c’è nessuno costo in più ma solo efficienza maggiore».
Dello stesso avviso il sindaco di Prato Matteo Biffoni «D’ora in poi – dice – un interlocutore unico per migliorare il servizio».
Infine, un attacco al governo da parte di Stefania Saccardi che definisce “scellerata” la scelta del governo di raddoppiare l’Ires alle associazioni di volontariato: «Che – termina l'assessore regionale - svolgono un ruolo fondamentale nel supporto all’erogazione dei servizi socio sanitari e socio assistenziali».
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