Il Tirreno

Prato

ospedale santo stefano 

Analisi gratis agli amici Primi interrogatori

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PRATO. Solo un paio di interrogatori fino ad oggi. Ma per la Procura di Prato sono già sufficienti a scoperchiare un pentolone che sembra andare ben al di là dei piccoli favori a parenti e amici avvenuti negli ultimi due anni al laboratorio di analisi dell’ospedale Santo Stefano. Stiamo parlando dell’inchiesta aperta dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi, e affidata ai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli e portata avanti dalla Guardia di finanza, sulle analisi effettuate senza pagare il ticket da parenti e amici di alcuni dipendenti dell’Asl. Peculato e truffa ai danni dello Stato le ipotesi di reato, contestate a ben 43 indagati. Un’inchiesta interna partita anche dalla direzione Asl per far luce sullo spinosissimo caso. Le indagini avrebbero accertato che almeno un migliaio di analisi sarebbero state fatte dal laboratorio dell'ospedale senza seguire i passaggi regolari dei normali utenti: passare dall’accettazione, ottenere un codice a barre, pagare il ticket sanitario. Tanto materiale acquisito dalla Finanza, sopratutto informatico, ed ora anche gli interrogatori nei quali i primi indagati si sarebbero difesi ma anche presentato un quadro che prefigura come la prassi fosse ben consolidata da anni e, forse, andasse anche oltre il laboratorio di analisi del sangue e delle orine. A far scattare le indagini, ricordiamo, è stata una lettera anonima risalente a due anni fa che segnalava anomalie nella gestione del laboratorio. A questo si è aggiunta un episodio in cui la direttrice del laboratorio, Patrizia Casprini, è stata condannata a pagare 200 euro di multa per aver percosso una sottoposta durante una discussione. —

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di Redazione web