Il Tirreno

Prato

lavoro 

Contratto indeterminato per quindici precari della Coopculture

Maria Lardara

2 MINUTI DI LETTURA







E’ un regalo di Natale speciale quello che hanno ricevuto quindici lavoratori e lavoratrici del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Che lavorano al museo ma non ne sono dipendenti. Eppure, se non ci fossero, il centro dell’arte contemporanea non andrebbe avanti. Strappano i biglietti, controllano le sale, consigliano i libri al bookshoop, insegnano la bellezza dell’arte ai più piccoli. Il loro contratto scadeva il 30 novembre scorso: Coopculture, gestore dei servizi museali in appalto, avrebbe potuto rinnovarlo ancora ma non in eterno vista la stretta del “decreto dignità” sui contratti a tempo determinato.

Così il datore di lavoro, ovvero la cooperativa che è leader nel settore dei beni culturali e impiega 180 persone in Toscana (circa 70 a Prato), ha deciso di stabilizzare tutti e quindici i precari che da due anni si occupano di guardiania, biglietteria, biblioteca, bookshop, visite guidate e didattica. Alcuni sono laureati, altri diplomati: la riconversione del loro contratto in un rapporto a tempo indeterminato, di questi tempi, era tutto fuorché scontata. Non c’è stato nemmeno bisogno di intavolare con l’azienda una trattativa sindacale per la stabilizzazione.

«L’abbiamo caldeggiata nell’ottica del prossimo cambio d’appalto per i servizi museali al Pecci», sottolinea il sindacalista Nunzio Martino della Filcams Cgil. L’affidamento dei servizi museali, infatti, è in scadenza (31 marzo 2019) e l’articolo 4 del contratto Multiservizi tutela i lavoratori in caso di cambio d’appalto obbligando l’azienda subentrante ad assumere il personale dell’appaltatore uscente purché sia a tempo indeterminato. La bella notizia per i precari e le precarie del Pecci è arrivata dunque con un po’ di anticipo sotto l’albero di Natale. «La stabilizzazione era nell’aria già prima dell’estate – fa sapere Silvia Gianatti, responsabile di Coopculture per l’area Toscana – In questo caso l’investimento è stato reciproco: la nostra scelta è stata di legare alla cooperativa personale in gamba che d’ora in poi potremo formare e che meritava sicuramente di raggiungere questo obiettivo». Oltre al Pecci, a Prato e in provincia Coopculture ha in concessione i servizi delle biblioteche (Lazzerini e decentrate), Museo del tessuto, Opera del Duomo, Palazzo Pretorio, Museo di Artimino e Castello dell’imperatore. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web