La protesta
Trova il padre imprigionato nel tornio che gira Tragedia a Usella
Ieri notte Lin Songwu, cinese di 55 anni, era in fabbrica da solo per riparare un macchinario. La procura indaga
PRATO. Il telefono squillava continuamente a vuoto. Così il figlio, preoccupato, ha deciso di prendere l’auto e salire fino alla ditta di Usella, dove il padre, poco prima a cena con lui nell’abitazione della famiglia a Prato, aveva detto di recarsi solo per controllare un macchinario che funzionava male. Si è avvicinato all’ingresso della fabbrica dove lui stesso lavora come operaio e non ha visto nessuno. ma poi, aprendo la porta rimasta accostata, una scena dolorosa e raccapriciante: il padre attaccato a quel tornio che girava come una trottola ormai privo di vita, sbattendo sul muro e su altri macchinari. Così, poco dopo la mezzanotte di ieri, si è consumata l’ennesima tragedia sul lavoro all’interno di un’azienda di materie plastiche a Usella, la W Kappa Plastik Sas di via di Terrarossa. La vittima – Lin Songwu, 55 anni di origine cinese – stava aggiustando il pezzo di un'apparecchiatura nell'officina per la manutenzione delle macchine annessa all'azienda (che si trova nel retro dello stabile) con l'ausilio di un tornio parallelo, quando, forse al momento di azionarlo, si è impigliato con il giubbotto nel macchinario. Non ha potuto fare nulla per fermarlo né per svincolarsi dalla presa ed è stato trascinato andando a sbattere più volte contro il tornio, la parete ed altri macchinari. Essendo inoltre solo nello stabile l’uomo non ha avuto scampo. La vittima è lo zio del titolare dell’azienda (anche lui di nazionalità cinese), che si occupa di riciclo di materie plastiche ed ha sede ad Usella da circa 5 anni (prima era a Montemurlo), e dalle prime verifiche sembra che l’uomo non fosse sotto contratto con la ditta. Lavora invece regolarmente nell’azienda come operaio il figlio 31enne del malcapitato, ed è stato proprio lui a fare la terribile scoperta della morte dell’uomo. I due avevano cenato insieme nella casa di Prato in cui risiedono e il padre era poi andato nello stabile della ditta. Non vedendolo tornare e non ricevendo risposta alle proprie telefonate (già dalle 23), il giovane intorno a mezzanotte e mezzo si è recato nell’azienda, dove si è trovato davanti agli occhi la dolorosa scena. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 della Misericordia di Vaiano e della Croce Rossa di Vernio con il medico a bordo. Il ragazzo, che per lo shock ha avuto un malore, è stato soccorso ma per il padre non c’è stato niente da fare, se non constatarne il decesso. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Montemurlo del comando di Prato, gli ispettori del dipartimento di prevenzione della Asl di Prato e i carabinieri di Prato e Vernio. La salma dell’uomo è stata recuperata e trasportata all’unità operativa di medicina legale della Asl a Pistoia. Il tornio che ha provocato l’incidente è stato sequestrato dall’Asl, ma non l’intera ditta. La procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, a carico di ignoti per il momento, ed ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima. Le indagini, per far luce sull’accaduto ed accertare eventuali responsabilità, sono coordinate dal sostituto procuratore Laura Canovai.
Quello della scorsa notte a Usella non è l’unico incidente mortale sul lavoro avvenuto negli ultimi anni in Valbisenzio. Nel maggio 2017 alla Interfil di via Di Vittorio a Vaiano un operaio di 52 anni, Fabrizio Boccini, perse la vita schiacciato da un carrello elevatore mentre lavorava all'esterno dell'azienda. Pochi mesi più tardi, il 26 agosto, poi, il tragico rogo de La Tignamica: a perdere la vita furono i coniugi Fu Bin e Zhao Junling, operai cinesi di 37 e 39 anni, che lavoravano in una mansarda trasformata in una confezione. —
Fabrizia Prota
Francesco Albonetti
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