Il Tirreno

Prato

centro per l’arte contemporanea luigi pecci 

«Identità femminile» in mostra con gli scatti fotografici di 5 artiste

Riccardo Tempestini
«Identità femminile» in mostra con gli scatti fotografici di 5 artiste

Perrella: credo che i turisti di arte abbiano molto da vedere  al museo durante le prossime feste natalizie. Due nuovi allestimenti oltre quella di Keita

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Da venerdì e fino all’8 marzo 2019, due nuove mostre al Centro Pecci, “Identità femminile” attraverso gli scatti di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo, per raccogliere per la prima volta oltre 100 foto delle cinque fotografe, che documentano un periodo di circa vent’anni, 1965-85, raccontando la transizione dalla radicalità politica all’edonismo, la partecipazione e le conquiste civili dovute alle donne e alle battaglie femministe. Eppoi “Triumph”, l’ installazione di Aleksandra Mir, composta da 2.529 trofei, realizzata grazie a un annuncio su Il Giornale di Sicilia, con una luccicante collezione di cimeli.

Ancora artiste- donna al Centro Pecci, ma sarà dura per lei arrivare alla parità perché il rapporto con gli artisti-maschi in trent’anni di vita del museo è ancora molto, troppo alto.

«Quello che mi interessa è segnare un cambio di passo e aprire la programmazione del museo a molteplici punti di vista - risponde la direttrice Cristiana Perrella - Non è solo una questione di genere, di parità numerica tra presenze maschili e femminili, è piuttosto il dare voce a più identità, il pensare il museo come uno spazio per il dialogo e la differenza. Credo che il ruolo di un’istituzione culturale oggi sia quello di promuovere il pensiero complesso, sfaccettato. Far vedere la realtà da tante angolazioni, provocare domande, stimolare l’immaginazione. Insistere sulla presenza delle donne al Centro Pecci, considerando quanto poco siano state rappresentate nella sua storia fino ad oggi, è quindi una maniera di sottolineare la necessità di rifiutare l’adesione a un pensiero prevalente, di accogliere altre voci nel discorso che vado ad articolare con il mio programma».

Dopo i video tocca alla fotografia, come e perché?

«Mi interessa la “presa diretta” sulla realtà che la fotografia, o almeno un certo tipo di fotografia, riesce ad avere. E’ un linguaggio che parla ad un grande pubblico, in modo diretto».

Eppoi un’’installazione, forse troppo particolare? «Anche l’installazione di Aleksandra Mir è in grado di parlare a un grande pubblico in modo diretto. E’ suggestiva, affascinante nelle sue dimensioni inusitate, utilizza oggetti familiari per tutti, che rimandano a un’emozione positiva, come il momento della vittoria, e ricorda che ciascuno di noi ha un talento, ciascuno è bravo in qualcosa. Sono molto felice che quest’opera importante, corale, positiva entri in collezione grazie alla generosa donazione dell’artista».

Ma, ricordando che fino a giugno c’è un po’ di collezione permanente, a quando una mostra “vera”, magari a metà fra arte al femminile-maschile, con tante opere inedite non solo per il Pecci, ma anche per l’Italia, così da far arrivare a Prato tanti turisti d’arte?

«Credo che i turisti d’arte abbiano molto da vedere al museo durante le prossime feste di Natale: oltre alle due nuove mostre c’è la mostra fotografica di Mohamed Keita, fotografo giovane e bravissimo, e c’è la mostra del Trentennale che non è solo la collezione, ma il racconto della storia del Centro Pecci attraverso tanti materiali diversi: video, fotografie , audio, manifesti, documenti». —

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