Il Tirreno

Prato

Tessuti tossici cinesi Cavicchi a Report: «Noi non siamo così»

Andrea Cavicchi, presidente di Sistema moda di Confindustria Toscana Nord
◗
Andrea Cavicchi, presidente di Sistema moda di Confindustria Toscana Nord

Il presidente di Sistema moda interviene dopo un servizio. «I consumatori hanno diritto di sapere che cosa comprano»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Lunedì scorso la trasmissione Report andata in onda su RaiTre ha puntato i riflettori sulle sostanze nocive presenti in molti tessuti importato in Italia dalla Cina e ieri il presidente di Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, è intervenuto sul tema più volte segnalato nel distretto tessile pratese. . Cavicchi definisce l’importazione dei tessuti nocivi «uno scempio che riguarda la qualità e la salubrità dei prodotti, le condizioni dei lavoratori, gli effetti sull’ambiente. È particolarmente lodevole la menzione dell’importazione dell’inquinamento, di cui si parla ancora troppo poco: è giusto che si sappia che i capi d’abbigliamento provenienti dalla Cina nella maggioranza dei casi sono stati trattati con sostanze pericolose per l’ambiente che contaminano i nostri fiumi e mari attraverso il semplice atto domestico del lavaggio in lavatrice. È bene che i consumatori siano consapevoli del rischio di farsi complici involontari di chi non si fa scrupoli di danneggiare l’ambiente».

Nel servizio è stato intervistato il professor Giuseppe Bartolini, del laboratorio dell’istituto Buzzi, che da tempo si è specializzato nell’analisi dei tessuti, uno studio a cui ha collaborato anche Confindustria.

Cavicchi ha scritto alla redazione di Report invitando i giornalisti a raccontare un altro modo di fare tessuti: «Ci piacerebbe raccontare che il mondo della moda non è limitato a brand prestigiosi da un lato e imprese extracomunitarie irresponsabili dall’altro: esiste, ed è vivo e vitale, anche un tessile moderno, attento ai temi della sostenibilità e dell’innovazione, ben consapevole della responsabilità sociale di impresa, vincolato a normative europee e nazionali stringenti. È il nostro tessile, quello dei distretti italiani e delle loro filiere produttive; il tessile di Prato da cui vi scrivo, che si trova a convivere a sua volta con imprese cinesi, soprattutto del comparto della confezione, insediate nel nostro territorio e troppo spesso tendenti a riprodurre anche da noi una concezione di impresa inaccettabile».

«La parola chiave è, o meglio dovrebbe essere, “tracciabilità” : i consumatori hanno il diritto di sapere la storia di ciò che comprano e le imprese corrette quello di vedersi identificare e valorizzare. Ma, ad oggi, nonostante la rilevanza del tema, non ci sono leggi che lo impongano». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web